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RUSSIA E IRAN: SI PAGA IN RUBLI... E L'AMERICA??? 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 22:39 | , , , , ,



Il rublo sostituisce il dollaro nelle transazioni fra Russia e Iran.

Nel darne l’annuncio l’ambasciatore iraniano a Mosca ha ricordato che questa iniziativa e’ stata lanciata dal presidente Dmitrij Medvedev al vertice dell’anno scorso dell’Organizzazione di Shanghaj.
Con questo passo Teheran risponde alle nuove sanzioni americane. Ai primi di gennaio Barack Obama ha chiuso l’accesso al sistema finanziario degli Stati Uniti per tutte le societa’ internazionali che lavorano con la Banca Centrale dell’Iran.

La posizione di Mosca, pronta ad intensificare gli scambi commerciali con l’Iran applicando il rublo nelle transazioni, secondo l’ambasciatore Sagiadi, dimostra un certo disaccordo con le azioni della Casa Bianca.

Cosi’, ha aggiunto il diplomatico, la Russia fa capire che le sanzioni contro la Banca centrale iraniana sono illegittime e che per affrontare il dossiere nucleare e’ indispensabile la via del dialogo.
Comunque, indica il politologo Leonid Poljakov, la Russia punta innanzi tutto alla convenienza economica:

"Negli ultimi cinque anni il rublo ha consolidato le posizioni internazionali come una valuta affidabile. In questo contesto si inserisce anche la proposta del presidente Medvedev di dare vita al Centro finanziario internazionale di Mosca. Inoltre, sullo sfondo di rischi mondiali, e’ piu’ sicuro far ricorso alla valuta nazionale. 

Per cui, oltre agli interessi politici, esistono anche forti opportunita’ economiche. Se il rublo sara’ usato nelle transazioni come altre valute di tutto rispetto, la Russia avra’ solo da guadagnare." 

E’ inoltre da sottolineare che adesso questa linea viene seguita nelle transazioni con gran parte dei paesi. Con la Cina, ad esempio, si fa ricorso allo yan e al rublo.

L’intesa con l’Iran sara’ inoltre uno stimolo per l’economia nazionale.
Dice l’esperto Dmitrij Aleksandrov:

"Nei nostri rapporti bilaterali viene privilegiata l’energetica, quella nucleare e il settore degli idrocarburi. La questione e’: sara’ l’Iran in grado di pagare regolarmente? Comunque, bisogna tener presente che anche nei periodi di crisi, l’Iran ha dimostrato di essere un partner affidabile, che rispetta i suoi impegni. Cosi’, si puo’ dire che la Russia ha ottenuto una nuova direzione, in cui c’e’ domanda di rublo. Speriamo che non sorgano incomprensioni con i nostri partner europei ed americani."




Navi russe verso Tartus 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 15:07 | , , ,







Le navi del raggruppamento della Marina militare russa di stanza nell’est del Mediterraneo hanno fatto rotta verso il porto siriano di Tartus, usato come punto di approvvigionamento materiale e tecnico della marina russa. Le navi devono raggiungere il porto il 7 gennaio.
 Nel porto di Tartus devono entrare la grande nave antisommergibile “Admiral Ciabanenko” e la nave da pattuglia “Jaroslav Mudryj”. Rimarranno in Siria alcuni giorni.


Russia, esce dal carcere Navalny, il blogger che denunciò i brogli alle elezioni politiche 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 10:23 | ,

L'internauta è diventato il simbolo della protesta per le irregolarità del voto che ha portato alla risicata vittoria del partito di Putin. Dal 2008 dalle colonne del suo sito denuncia corruzione e malaffare
Nonostante l’alba fosse ancora lontana, nella gelida notte moscovita – erano le 2,35 del mattino – davanti al commissariato di Marinsky Park c’erano decine di giornalisti e di sostenitori, alcuni con mazzi di fiori bianchi. Un’accoglienza festosa per Alexei Navalny, il blogger russo diventato uno dei simboli della protesta contro i brogli elettorali che hanno portato alla risicata vittoria di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, alle elezioni politiche del 4 dicembre scorso. Navalny era stato arrestato il 5 dicembre durante una delle manifestazioni anti-Putin che hanno segnato i giorni del dopo-voto, ed è stato condannato a 15 giorni di prigione per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Assieme a lui sono stati scarcerati una decina di altri attivisti.

“Sono entrato in prigione in un paese e sono uscito in un altro”, ha detto il blogger ai giornalisti presenti prima di annunciare la propria presenza nella manifestazione di protesta convocata per sabato 24 dicembre a Mosca.

Navalny, 35 anni, padre di due bambini, è salito alla ribalta della scena politica russa grazie alla sua attività di blogger, iniziata nel 2008. Nazionalista, ha iniziato a denunciare la corruzione nella gestione di alcuni dei colossi dell’industria russa, come i giganti del settore energetico quali Gazprom, Transneft e Rosneft, fino alla banca Vtb. Il suo blog, che oggi ha circa 60 mila lettori regolari, è diventato quello che lui stesso ha definito una “macchina per le denunce di massa”. La sua idea vincente è stata quella di mobilitare i lettori e invitarli a scrivere alle autorità per indagare i casi di corruzione e cattiva gestione che lui segnalava sul suo blog. Nel caso della Transneft, per esempio, dalle sue denunce per la gestione fallimentare di 3 miliardi di euro è nato un caso che è stato ampiamente ripreso dalla stampa russa. Altrettanta eco ebbe il caso di un dirigente della casa automobilistica tedesca Daimler che ammise di aver pagato tangenti a funzionari pubblici russi.

Nel 2011 c’è stato un altro salto di qualità, con la fondazione del sito Rospil.info, il cui obiettivo dichiarato è rintracciare e denunciare i casi di corruzione nella gestione degli appalti statali. Rospil in pochi mesi di attività ha presentato una settantina di denunce alle autorità antitrust russe, che in 39 casi le hanno giudicate ammissibili e hanno aperto procedure di indagine. Le sue azioni di cyberattivista si sono moltiplicate nelle settimane precedenti il voto di quest’anno, a cui Navalny ha invitato a partecipare per scegliere “chiunque tranne Russia Unita”. La sua definizione preferita del partito di Putin e del suo delfino Dimitri Medvedev, “un partito di truffatori e ladri”, è stata riprese e amplificata dagli utenti della Rete, oltre che dal partito Russia Giusta (centrosinistra) che ne ha fatto uno dei slogan elettorali.

Alla durezza verbale, però, Navalny unisce una notevole dose di cautela nelle forme della protesta: “Per fare andare via Putin, dobbiamo far avanzare le nostre richieste che sono completamente legali – ha detto nella conferenza stampa improvvisata davanti al commissariato – Il popolo deve dimostrare di avere il potere e così non avremo bisogno di rompere vetrine o fare altre cose del genere”.

E dopo la batosta subita da Russia Unita alle ultime elezioni, in cui la formazione di Putin-Medvedev ha perso il 15 per cento dei consensi ed è scesa appena sotto il 50 per cento, Navalny ha rilanciato la sfida per le elezioni presidenziali, previste per il prossimo 4 marzo. Elezioni che vedranno di nuovo zar Vladimir in corsa per il posto più alto del Cremlino, visto che, grazie alla staffetta con Medvedev (che tornerà a fare il primo ministro), Putin ha aggirato il divieto costituzionale di tre mandati presidenziali consecutivi. “Il 4 marzo non ci saranno elezioni presidenziali nel vero senso della parola – ha detto Navalny – Perciò non è molto sensato andare a votare, dobbiamo però dimostrare di essere la maggioranza, una maggioranza che è in grado di spaventarli. La loro paura si sente”.

Sabato 24 ci saranno manifestazioni di protesta sia a Mosca che a San Pietroburgo che in altre città della Russia. Nella Capitale, la polizia si aspetta un corteo con almeno 50 mila persone. Un record assoluto, se così sarà, per la Russia degli ultimi anni. Un paese che, come ha scritto di recente l’Economist, “non è stabile, è rigido”. Non così rigido, però, nonostante la presa del judoka Putin, da riuscire a contenere facilmente la pressione che sale da una società che si è svegliata dopo il trauma letargico del crollo dell’Unione sovietica e – come scrive il giornalista Maxim Trudolubov – ed è ora alla ricerca di una nuova identità fuori dal progetto putiniano.




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