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Secondo un'agenzia di stampa dell'Anatolia, durante la giornata di Giovedi, la Siria avrebbe chiuso uno dei suoi passaggi di frontiera lungo il confine con la Turchia rendendo ulteriormente tesa la situazione tra i due paesi.
I responsabili siriani hanno affermato che la chiusura della frontiera nella città di Nusaybin, ubicata nella provincia sud-orientale turca di Mardin, è stata effettuata a causa da lavori di manutenzione."Ci hanno detto che avrebbero aperto il passaggio una volta che la manutenzione era finita", ha detto Murat Girgin, un funzionario della città, ma a un gruppo di circa 100 persone, tra cui cittadini siriani, è stato negato l'ingresso nella città Kamisli ed ha dovuto attendere sul lato turco del confine. Il 30 novembre, il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu ha annunciato una serie di sanzioni contro la Siria, tra cui un congelamento delle sue attività di governo in Turchia, un blocco di consegna delle armi attraverso la Turchia, un divieto di viaggio per i leader siriani, e la sospensione delle relazioni tra le banche centrali turche e siriane. La Turchia, un tempo stretto alleato della Siria, ha gradualmente inasprito le sue critiche all'amministrazione siriana per la sua presunta repressione delle proteste. I leader turchi hanno in molte occasioni invitato il presidente siriano Bashar al-Assad a porre fine alla repressione e scendere e a fare, politicamente parlando, un passo indietro.
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Risale al 5 Dicembre la notizia, riportata dal quotidiano locale al-Thawra, che forze missilistiche siriane abbiano effettuato una ''esercitazione'' con munizioni vere, aerei ed elicotteri in un contesto di simulazione di guerra, con il fine di verificare lo stato di difesa missilistica in caso di subito attacco.
Si riporta infatti che durante la simulazione tenutasi Domenica scorsa, le forze missilistiche siriane abbiano eseguito gli ordini conseguendo risultati di rilievo, e che le prestazioni dei militari abbiano dimostrato quanto siano disposti a fare per difendere la patria.Il ministro della Difesa siriano Dawood Rajiha ha sottolineato che le forze armate, sotto la guida del presidente Bashar al-Assad, rimarranno fedeli alla patria e difenderanno fino all'ultimo respiro gli interessi del popolo, esortando le forze armate di rimanere in allerta e pronte a partecipare a qualsiasi missione potrebbe essere loro affidata.
Gli addestramenti dimostrano quanto sia delicato il momento che la Siria sta attraversando, una delle fasi più critiche mai viste dovute alle impareggiabili pressioni internazionali degli ultimi mesi che determinano uno stato di apprensione e inquietudine. Non è ancora chiaro se gli esercizi siano volti a trasmettere un certo messaggio di sfida.
La Siria dovrebbe annunciare al più tardi Lunedi la decisione in merito alla firma del protocollo della Lega Araba, per consentire agli osservatori di entrare nel paese.
La manovra è stata decisa in seguito ai recenti inviti da parte della Turchia di creare una zona cuscinetto lungo i suoi confini con la Siria.
Secondo l'emittente libanese Al-Manar TV, l'esercito siriano ha completato il suo dispiegamento di forze lungo i confini con la Turchia in una operazione denominata "rompere l'illusione", nome mai piu appropriato sotto certi punti di vista.
In ogni caso, il servizio televisivo non ha potuto confermare appieno i dettagli dell'operazione a causa dell'assenza di comunicati ufficiali