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DOPO BILDERBERG, GOLDMAN SACHS, TRILATERALE... COSA CI NASCONDE ANCORA IL PREMIER??? 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 13:15 | , , , , , , , , ,

Messaggio a tutti coloro che stanno festeggiando la dipartita di Berlusconi (messo al potere dal Vaticano): stiamo cadendo dalla padella alla brace. A Monti dell’Italia non gliene frega niente. Monti è uno dei peggiori globalisti in circolazione.

Gli ideali di Monti e la sua formazione sono sempre stati quelli della distruzione delle nazioni e della lode alla Governance Globale Vaticano-Gesuita; mi si rizzano i capelli solo al pensiero di come egli potrà ridurre il nostro paese. Lui ha altri referenti, non certo gli elettori di una nazione sovrana come l’Italia. Dopo il mio post “I Gesuiti che in Italia allevano la classe dirigente, compreso Mario Draghi“, dove citavo due articoli del corriere.it che parlavano di molti nomi eccellenti del panorama italiano istruiti dai Gesuiti, compreso Mario Draghi, vi propongo adesso la lettura di un altro articolo, sempre del corriere.it, dal titolo “Fassino, ma anche Rutelli, Dell’ Utri e Monti Tutti a scuola dai gesuiti. Compreso Castro“, in cui scopriamo che molti altri protagonisti del panorama politico ed economico italiano sono stati allevati dai Gesuiti.


In questo articolo, contornato dalla solita propaganda buonista, (l’ipocrisia gesuitica si esprime in frasi del tipo: “Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze – spiega padre Bartolomeo Sorge.”) scopriamo, tra gli altri, i nomi di Carlo Azeglio Ciampi (ex capo della Banca d’Italia ed ex Presidente della Repubblica), Francesco Rutelli, Marcello Dell’Utri, Giuseppe de Rita, Piero Fassino, Gianni de Gennaro, Luca di Montezemolo, Luigi Abete, Massimo Moratti, Leoluca Orlando, Gabriele Albertini e, appunto, Mario Monti. Quindi constatiamo che i Gesuiti hanno educato l’intero spettro politico italiano di destra e sinistra. Alcuni nomi erano già citati nel precedente post, altri no. L’articolo cita anche Castro:“Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all’ Avana”. Beh, noi di nwo-truthresearch ce ne siamo accorti già da un po.
Nell’articolo si dice che Mario Monti, Presidente dell’Università Bocconi, si è diplomato alla scuola dei Gesuiti Leone XIII, la scuola dell’alta borghesia milanese.

Adesso andiamo avanti nella biografia di Monti.

Monti ha conseguito la specializzazione all’Università di Yale, quell’Università dove ha sede la Skull and Bones.
Monti è stato eletto Presidente Europeo della Commissione Trilaterale nel 2010. Per chi non lo sapesse, la Commissione Trilaterale è una delle massime organizzazioni globaliste che riunisce l’élite statunitense, europea e nipponica. Essa fu fondata nel 1973 da David Rockefeller e Zbigniew Brzezinski, a quanto pare entrambi Cavalieri di Malta del Papa. La Commissone Trilaterale si batte da decenni per una riduzione della democrazia e per l’instaurazione di un governo mondiale.

Mario Monti fa parte del Comitato Direttivo del Gruppo Bilderberg, altro gruppo globalista, i cui meeting sono riservati; anche questo gruppo lavora per un governo mondiale. Il Gruppo Bilderberg è stato fondato dall’istruito dai Gesuiti Joseph Retinger e dal Principe Bernardo d’Olanda, un Ufficiale delle SS naziste e Cavaliere di Malta al servizio del Vaticano-Gesuiti.

Mario Monti fa parte del Comitato Esecutivo dell’Istituto Aspen, altro think tank non democratico la cui missione è l’internazionalizzazione politica, economica e culturale e la globalizzazione. Il metodo antidemocratico dell’Aspen è anche sbandierato nel loro sito, infatti leggiamo che “Il ‘metodo Aspen’ privilegia il confronto ed il dibattito ‘a porte chiuse’… in condizioni di assoluta riservatezza e di libertà espressiva.”. All’Aspen appartengono politici sia di destra che di sinistra. Nel comitato esecutivo troviamo affiancati nomi come quelli di Romano Prodi, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Giuliano Amato, tanto per fare un esempio; per usare le parole di Gaber: ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?.

La branca italiana dell’Istituto Aspen è stata fondata da Gianni Letta, Gentiluomo di Papa Benedetto XVI, l’unico politico italiano al quale è stato concesso di entrare in uno dei “club” più esclusivi del mondo, per secoli riservato alla nobiltà papalina. Gianni Letta è anche Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Piano (Città del Vaticano).

Dal 2005 Monti è Consulente Internazionale per la famigerata Goldman Sachs dei Gesuiti e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. Tempo fa Papa Benedetto XVI disse che “la Goldman Sachs stà compiendo l’opera di Dio”.
L’articolo del corriere, che riportiamo sotto, afferma anche:

“La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi.”

Se Mario Monti è arrivato dove è arrivato non c’è alcun dubbio che la “mamma gesuita che coccola i suoi virgulti per la vita intera” ha fatto molto bene il suo dovere.

IL CASO
Fassino, ma anche Rutelli, Dell’ Utri e Monti Tutti a scuola dai gesuiti. Compreso Castro
Fassino è in buona compagnia. Le scuole dei gesuiti hanno forgiato uomini politici, banchieri, industriali. Molti bei nomi della classe dirigente italiana hanno affinato il cervello con il severo metodo di Sant’ Ignazio, che unisce l’ asprezza del combattente alla disciplina degli esercizi spirituali. Il più illustre allievo dei padri gesuiti siede sul supremo colle, il presidente Ciampi. Un laico, nell’ immagine popolare. In realtà anche lui, come Fassino, rivelò in un’ intervista la sua fede. Abbiamo appreso dalle sue parole che prega e va regolarmente a messa. Non se ne meraviglia Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, ex studente del Massimo, istituto dei gesuiti a Roma. «Ci impegniamo nel mondo, ma la nostra religiosità, la fede interiore non ci abbandona». Ne è la prova il leader della Margherita Francesco Rutelli, che è entrato in politica come radicale accanto a Pannella, un laico che più laico non si può, ma poi ha sentito il richiamo dell’ educazione gesuita, ha confessato la sua fede, e ha voluto celebrare il matrimonio in chiesa. Chi studia dai gesuiti spesso esce con idee di sinistra. «Forte è il richiamo verso i problemi delle minoranze – spiega padre Bartolomeo Sorge -. Anche i figli di buone famiglie da noi si appassionano ai drammi degli emarginati sociali e sviluppano una passionalità che li guida poi nella vita civile». De Rita segnala un altro connotato, ed è la fedeltà. «Siamo straordinariamente fedeli all’ impegno che ci siamo assunti». Come una missione. Un esempio di fedeltà è Gianni De Gennaro, sempre nella polizia, fino a diventarne il capo. Specialità dei gesuiti è formare sfruttando al massimo le qualità di ogni allievo. Ne possono sortire risultati davvero sorprendenti. Lo scrittore James Joyce, dopo aver subito le angherie degli insegnanti, poi li fece neri nelle sue opere. Il generale Jaruzelski, che dominò la Polonia negli anni Ottanta, ebbe un caratteraccio. Nessuno sospetterebbe che Fidél Castro è un prodotto del liceo Belén dei gesuiti all’ Avana. Un figlio degenere può capitare, ma mai come il mangiapreti Voltaire, frutto del liceo Louis-le-Grand di Parigi. La scuola gesuita è una mamma che coccola i suoi virgulti per la vita intera. Li tiene legati a sé con associazioni di ex alunni ramificate in tutto il mondo. Celebrano insieme anniversari, fanno congressi. In Italia gli istituti sono distribuiti sapientemente nei centri nevralgici. A Roma il Massimo ha sfornato scienziati come Enrico Medi, Pierluigi Nervi, genio dell’ architettura, il manager Luca di Montezemolo. E poi l’ imprenditore Luigi Abete, il direttore generale del Tesoro Mario Draghi, il rappresentante dell’ Onu Steffan de Mistura. In Rai siede il consigliere d’ amministrazione Marco Staderini, dell’ Udc. Rinomati sindaci recano l’ impronta della scuola ignaziana, Gabriele Albertini a Milano, due ex a Roma, Salvatore Rebecchini e Amerigo Petrucci, e Leoluca Orlando a Palermo, da tempo risucchiato nell’ ombra. Nel capoluogo siciliano hanno ricevuto l’ imprinting gesuitico anche Marcello Dell’ Utri ed Enrico La Loggia, entrambi di Forza Italia. Milano vanta allievi di prestigio, dal presidente dell’ Inter Massimo Moratti, all’ economista Mario Monti. Prima di loro il Leone XIII aveva istruito Cesare Merzagora, ex presidente del Senato. Gloria dell’ istituto Sociale di Torino è adesso Fassino, ma in precedenza vi hanno sgobbato sui libri l’ ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, Giovanni Conso, per un breve periodo ministro della Giustizia, ed Edgardo Sogno. I gesuiti sono riusciti a piazzare nel recente passato perfino un papa, Giovanni Battista Montini, Paolo VI, che respirò aria devota nel collegio Arici di Brescia. Lo stesso in cui si è acculturato l’ ex senatore leghista Vito Gnutti.
Marco Nese

ALLIEVI FAMOSI: VOLTAIRE

Voltaire, filosofo illuminista e scrittore, fu mandato a studiare dai gesuiti all’ età di 10 anni: frequentò il rinomato liceo Louis-le-Grand di Parigi . FIDEL CASTRO Il «lìder máximo» cubano Fidél Castro fu allievo della famosa scuola gesuitica Belén di L’ Avana, dove si distinse per la brillante capacità di argomentazione. MARGHERITA. Entrambi allievi dei gesuiti: iI leader della Margherita Francesco Rutelli e l’ ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando. FORZA ITALIA. Frequentarono le scuole ignaziane anche Gabriele Albertini a Milano e Marcello Dell’ Utri a Palermo
Nese Marco
Pagina 15
(29 settembre 2005) – Corriere della Sera


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fonte ''tutti gli scandali del vaticano''

COME E QUANDO FARE CAUSA ALLA VOSTRA BANCA 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 10:02 | , , , , , , , ,




IL COMITATO FERMIAMO LE BANCHE E LE TASSE PER CONTO DELL'AVVOCATO MARRA CI SPIEGA COME E QUANDO FARE CAUSA ALLA VOSTRA BANCA PER RECUPERARE QUEI SOLDI CHE VI HANNO SOTTRATTO INDEBITAMENTE.LEGGETE E USATE GLI APPOSITI CONTATTI PER TUTTE LE DELUCIDAZIONI NECESSARIE.FATE VALERE I VOSTRI DIRITTI CITTADINI ITALIANI!







QUANDO CONVIENE FARE CAUSA ALLA BANCA
FermiamoLeBanche&LeTasse ha l’obiettivo, oltre che di far recuperare ai cittadini e alle aziende il denaro che le banche gli hanno sottratto indebitamente, di cambiare il sistema bancario attraverso le cause. Le cause che è opportuno fare, perché sono praticamente vinte in partenza, sono però fondamentalmente le cause civili in relazione a conti correnti in cui vi siano degli affidamenti. Cause queste ultime nelle quali la banca viene quasi sempre condannata a restituire tutte o parte delle somme di cui si appropriata dall’apertura del conto corrente, operazione per operazione. Vittoria ora ulteriormente facilitata dalla sentenza n. 12028, del 26/03/2010, con la quale Cassazione ha stabilito che la commissione di massimo scoperto deve essere utilizzata ai fini del calcolo per stabilire se il tasso praticato dalla banca è usurario. Tassi che, se vi si comprende la commissione di massimo scoperto, sono usurari quasi sempre. Con la conseguenza, nelle cause, che tutte le operazioni vanno ricalcolate sulla base del tasso legale, per cui emergono differenze molto alte, che, in presenza di conti con forti affidamenti e molto movimentati, sono spesso di centinaia di migliaia di euro o di milioni. Cause che, invece, quando non ci sono fidi, sono in genere per piccoli importi, per cui i margini di vittoria diventano troppo sottili. Diverse sono poi le cause dei mutui, che sono più problematiche, e per le quali non si può garantire per il momento un buon risultato, salvo che nei casi in cui vi è usura.




COSA OCCORRE PER INIZIARE
Per proporre la causa l’azienda interessata deve fornire copia di tutta la documentazione del conto corrente, con particolare riferimento agli estratti, a partire dall’apertura del conto. La prescrizione è decennale, ma non decorre durante il rapporto di conto corrente, per cui si può fare causa entro dieci anni dal giorno in cui il conto è stato chiuso, e si può recuperare tutto, anche se il conto è durato ad esempio 30 anni. Se non si ha la documentazione la si può chiedere alla banca, che, per legge, deve rilasciarla entro tre mesi. La banca però non è obbligata a dare documentazione più vecchia di dieci anni dal momento in cui la si chiede, per cui, se non si ha la documentazione relativa al periodo anteriore a dieci anni, per quel periodo non si possono fare i conteggi, a meno che non si riesca ad ottenere dal giudice l’ordine alla banca di esibirla. Se la banca ha superato i tassi usurai, come avviene nella più parte dei casi, si presente denunzia per usura. In questo caso è sufficiente che il Pubblico Ministero rinvii a giudizio la banca per poter presentare una domanda al Prefetto come vittima dell’usura per poi ottenere la sospensione di un anno di vari termini, quali i termini dei pignoramenti, nonché di ben tre anni per gli adempimenti fiscali.


QUALI SONO I COSTI?
Occorre pagare l’inserimento a video dei dati di cui agli estratti conto, per il quale delle dattilografe a cottimo prendono 5 centesimi (circa 100 vecchie lire) per ogni riga dell’estratto conto, oltre ad una somma variabile da circa 70 a 1.100 euro (secondo il valore della causa) per l’iscrizione a ruolo e le notifiche.

MAGGIORI DETTAGLI PER COLORO CHE SONO INTERESSATI AL MODO IN CUI SONO FORMULATE LE CITAZIONI
L’atto di citazione che usiamo è basato su tre richieste. La prima, che per il momento non viene accolta, ma che contiamo lo sia nell’arco temporale richiesto per i tre gradi, è che il Tribunale, accertato il signoraggio (vedi cos’è il signoraggio da www.marra.it, doc. n. 134), dichiari dovuta la restituzione delle somme eventualmente dovute, non alla banca, ma allo Stato, ove e quando lo Stato ne facesse eventualmente richiesta. La seconda è invece che il Tribunale dichiari dovuta la restituzione del solo capitale o, in subordine, del solo capitale con il solo tasso legale, come previsto dalla legge anti-usura quando la banca, come generalmente accade specie nei fidi, pratica tassi usurari, ovvero quando trattiene (quale che sia la causale, escluse tasse e imposte) oltre il 50% del tasso medio in quel tipo di operazioni. Per il caso infine l’usura non ci sia, si chiede che la condanni allora a restituire quanto trattenuto per anatocismo, commissioni di massimo scoperto, accredito differito dei versamenti, tassi passivi ultra-legali o attivi sub-legali, quando siano indeterminabili (lo sono in pratica sempre) ecc. Cause generalmente vinte in partenza sia in relazione all’usura, e sia all’anatocismo, commissioni di massimo scoperto, accredito tardivo degli assegni, e così via, perché la giurisprudenza in materia è favorevole. Per cui, forti della somma che si incassa in primo grado, si può proseguire in appello e in cassazione per il signoraggio attendendo l’evoluzione giurisprudenziale. Argomenti che vanno usati anche nelle opposizioni ai decreti ingiuntivi. Tendiamo poi a non prendere cause già iniziate da altri avvocati, o nelle quali tutto è già accaduto, magari da tempo, perché è troppo difficile intervenirvi. Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

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MONETA ELETTRONICA: ECCO PERCHE' 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 12:47 | , , , ,



Tutti i Governi degli ultimi anni, da Prodi a Berlusconi fino all’attuale Monti, hanno sempre proposto la graduale scomparsa del denaro contante (con costi aggiuntivi per chi preleva o versa liquidità sul conto), sostituito dalla moneta elettronica: pagamenti con carte di credito, bonifici, assegni, tutto tranne il denaro contante. La soglia dei pagamenti cash è scesa negli ultimi tempi dai 12.500€ a 5.000€ e, successivamente, all’attuale livello dei 2.500€.
Adesso il governo tecnico di Monti (N.B.: eletto dalle banche, ma non eletto democraticamente da alcun cittadino) ha proposto una nuova soglia ai pagamenti in contanti, intorno ai 350-500€.
Monti il 17/11/2011 ha dichiarato in Parlamento: “Occorre ulteriormente abbassare la soglia per l’uso del contante, favorire un maggior uso della moneta elettronica”.
Perché tutto questo?
Il governo afferma che si tratti di una soluzione utile alla lotta dell’evasione fiscale, in quanto tutte le transazioni vengono registrate e si può meglio controllare tutti i pagamenti che avvengono tra clienti, fornitori, consumatori.
FALSO per la seguente ragione: il grosso dell’evasione fiscale (cosiddetti 40 miliardi di sommerso di cui parla l’A.B.I.) non riguarda le piccole-medie imprese che hanno un giro di affari modesto, bensì le grandi corporations, proprio quelle S.p.A. che nascondono al fisco milioni e milioni di euro, attraverso transazioni segrete in qualche conto bancario o hedge fund con sede nei paradisi fiscali. Il vero evasore non è il fruttivendolo sotto casa, ma i manager che risiedono nei CdA delle multinazionali e gli speculatori finanziari che spostano gli utili all’estero in posti come Panama, Cayman, Jersey, etc.
Le vere ragioni insite in questa proposta sulla moneta elettronica sono due:
1) stampare denaro per le banche COSTA: la sua gestione (stampa, trasporto, distribuzione) in Europa costa 50 miliardi di euro l’anno, 10 di questi spesi dall’Italia.
In Europa sono in circolazione oltre 14 miliardi e 418 milioni di banconote per un valore di 857 miliardi di euro.
Se si eliminasse il denaro cartaceo le banche eliminerebbero quindi anche il valore intrinseco delle banconote (ossia il costo necessario a produrle, intorno i 0,30€ a banconota stampata), giovando unicamente dell’addebito delle stesse al valore nominale.
Precisazione: sono le banche ad emettere-stampare le banconote; lo Stato può emettere solo monete metalliche attraverso la cosiddetta Zecca di Stato.
2) controllare la vita dei consumatori, capire i loro gusti, i loro movimenti sul territorio, le loro scelte, attraverso la registrazione di tutti i loro acquisti. Senza dubbio un bel vantaggio per le società che fanno ricerca di marketing e possono tempestare i consumatori di “consigli per gli acquisti” realizzati su misura delle loro prede.
Di questo passo si arriverà all’eliminazione totale del denaro contante e andremo in giro acquistando beni-servizi solo con carte di credito e su di esse ogni movimentazione dovrà essere certificata.
Ricordo che la moneta è uno strumento atto a facilitare gli scambi commerciali, non ad ostacolarli.
Ravviso quindi, oltre ad un’operazione che è a tutto vantaggio del sistema bancario (eliminazione dei costi di emissione della moneta) ed in cui è racchiuso uno strumento di controllo di massa (registrazione di tutte le transazioni), anche un grave ostacolo al benessere dell’individuo. Nel momento in cui il sig. Rossi perderà il lavoro, non potrà rifinanziare la sua carta di credito-conto bancario e di conseguenza non potrà effettuare gli acquisti necessari per la sua vita, poiché il macellaio, il salumiere, il supermarket sotto casa, il benzinaio, saranno obbligati per legge a non accettare più pagamenti in contanti.
Quali alternative avrà il sig. Rossi? Chiedere magari un prestito a banche-finanziarie, fino ad ipotecare i suoi beni reali, unicamente per poter sopravvivere?
La moneta elettronica, che adesso spacciano come soluzione all’evasione fiscale, se attuata al 100% non sarà altro che l’ennesima vittoria dell’oligarchia bancaria sui cittadini.

Mondo come teatro, Goldman Sachs come burattinai 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 08:20 | , , , , , ,

“Quando tutti i fiumi saranno asciutti, quando tutti gli alberi saranno bruciati, quando tutti i pesci del mare, gli uccelli del cielo e gli animali della terra saranno estinti, solo allora capirete che non si può mangiare denaro......” 











Aprire questo articolo con una delle frasi piu celebri di Toro Seduto mi sembra il minimo, in quanto andremo a parlare di uno dei piu grandi organismi bancari della storia del pianeta, la Goldman Sachs.






LA  STORIA
  
Il colosso è stato fondato nel 1869  da Marcus Goldman, un tedesco di origini ebraiche immigrato negli Stati Uniti, e acquisisce il nome Sachs quando nel 1896 Samuel Sachs, genero dello stesso Goldman, si unisce alla societa'.

Quotata in borsa a New York lo stesso anno della ''fusione'', agli inizi del 1900 la banca (o forse è piu' appropriato chiamarlo istituto di credito) diviene la miglior guida per le società che vogliono quotarsi e sempre in quel periodo diviene la prima banca di Wall Street ad avere la geniale intuizione di reclutare neolaureati tra le sue fila, al punto da creare così una sorta di prototipo di vero e proprio uomo/goldman plasmato, secondo i dettami le necessità, quasi ad immagine e somiglianza della compagnia stessa.
A seguito del grande crack del 29 la banca rischia seriament il collasso per via della grande esposizione assunta sul finire degli anni '20 sul mercato azionario, anche tramite fondi d'investimento venduti al pubblico, come il Goldman Sachs Trading Corporation, Shenandoah Corporation e Blue Ridge Corporation.
La reputazione della Goldman Sachs ne soffre per diversi anni. "L'autunno del 1929 fu forse la prima occasione in cui gli uomini riuscirono a truffare se stessi'' scrisse John Kenneth Galbraith in proposito
Per rinforzare e rinvigorire la posizione della banca stessa, cercando altresì di riacquistare credibilita', nel 1930 Sidney Weinberg assume il ruolo di Senior Partner e ristruttura la banca, riducendo la sua esposizione sui mercati azionari e focalizzandola verso i servizi ad aziende; attraverso questo processo la banca stringe forti legami con le più importanti ed influenti aziende americane.
L'escalation continua nel 1933, quando la banca sviluppa una divisione di studio e ricerca sui Fondi d'Investimento, e altro passo cruciale è lo sviluppo, nel 1934, di un dipartimento sull'emissione di Bond Municipali.
Negli anni cinquanta, sotto la guida di Gus Levy, la banca sviluppa avanzate tecniche d'investimento come il Block trading, che consente di negoziare grandi quantità di titoli fuori dalle normali sessioni di mercato. Nascono nuovi elevati guadagni, e la banca decide di aprire, nel 1956, la divisione Investment Banking, diventando la prima banca a vendere prodotti finanziari al pubblico. Sempre in quell'anno gestisce la quotazione in Borsa della casa automobilistica Ford.
Negli anni ottanta la banca diviene consulente di molti governi intenti ad avviare processi di privatizzazione di aziende statali, e sempre in quegli anni acquisisce la J. Aron & Company per potenziare la propria presenza sul mercato delle materie prime. Nel 1986 viene quotata anche a Londra e Tokyio, e nel contempo gestisce la quotazione in borsa della Microsoft e assiste General Electric nell'acquisizione di RCA.
Negli anni novanta e duemila la banca ha continuato la sua espansione, potenziando la sua presenza sul mercato asiatico e portando in borsa svariate società, tra le principali Yahoo e NTT Docomo.




LE ''POLTRONE'' DI GOLDMAN SACHS

Basta poco a un attento lettore per capire che la Goldman Sachs fa davvero sul serio. Andremo di seguito ad elencare, infatti, gli uomini chiave del passato e del presente che hanno ricoperto ruoli chiave in istituzioni e governi su mandato (o meglio dottrina) del colosso finanziario. Sembra chiaro infatti che la compagnia agisca in modo globale magari cooptando paese per paese i dirigenti che ritiene più idonei e più utili.
Ma passiamo ad un breve elenco dei nomi di personalita' italiane che hanno lavorato a stretto servizio della Goldman Sachs e che oggi come oggi ricoprono importanti ruoli nella storia politica ed economica del nostro paese.

  • Mario Draghi: i rapporti con ilcolosso americano risalgono al periodo che va dal 2002 al 2005, quando l'economista e dirigente italiano è stato vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs. Laureatosi  in economia nel 1970 con 110 e lode presso l'Universita' La Sapienza di Roma, dal 1 Novembre 2011 ricopre la carica di presidente della BCE. Dall'Aprile 2006, inoltre, ricopre la carica di presidente del Financial Stability Forum, oggi Financial Stability Board. Ha ricoperto, tra gli altri, il ruolo di governatore della Banca d'Italia (2006 - 2011), direttore esecutivo della Banca Mondiale (1984 - 1990), direttore generale del ministero del tesoro (1991 - 2001), presidente comitato privatizzazioni (1993 - 2001).
  • Gianni Letta: professionalmente nato come giornalista corrispondente RAI da l'Aquila, dal 18 Giugno 2007 Gianni Letta è membro dell'advisory board di Goldman Sachs International con compiti di consulenza strategica per le opportunità di sviluppo degli affari, con focus particolare sull'Italia. Tra gli altri incarichi ricoperti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel primo governo Berlusconi nel 1994, e successivamete durante il secondo, terzo e quarto mandato dell'ex Premier. Dal Novembre 2008 Gianni Letta risulta indagato per i reati di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa  aggravata in riferimento a presunti favori per l'affidamento ad una holding di cooperative, legata al movimento Comunione Liberazione, dell'appalto per la ristorazione di un centro di assistenza per richiedenti asilo nel comune di Policoro.
  • Mario Monti: tra il 2005 e il 2011 è stato international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. L'attuale Premier è divenuto nel 2010 presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockfeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg, incarichi formalmente abbandonati dal 24 Novembre 2011. A tutt'oggi, oltre alla carica di Presidente del Consiglio italiano, Monti ricopre anche quella di Ministro dell'Economia e delle Finanze.

Dopo aver brevemente analizzato questi 3 profili, deduciamo che la dottrina del colosso americano stia funzionando a puntino, ma questo cosa dovrebbe farci capire? Si dovrebbe facilmente intuire che ci sono stretti legami tra le banche e i vari governi, ancor di piu' se parliamo di quello italiano. Sembra che in qualche modo che i ''ragazzi'' della Goldman Sachs abbiano messo le mani su Europa e Italia, senza scordare tra gli altri il nome di Lucas Papademos, attuale primo ministro greco, e di un certo (italianissimo) Romano Prodi, che per diversi anni è stato sulla cresta dell'onda politica italiana.
Che cosa dovremmo pensare a questo punto? Riducendo il concetto ai minimi termini potremmo tranquillamente affermare che, non da oggi, le banche hanno preso pieno controllo delle istituzioni governative. ma allora la crisi esiste davvero? O è solo un pretesto per far governare gli istituti di credito a loro piacimento, con i loro parametri e i loro ''fantocci'' non eletti democraticamente? Si vada allora a leggere l'articolo 1 della nostra costituzione, articolo scritto con sangue (vero) e sudore dai nostri antenati che recita cosi:


L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Riprendersi la sovranita', dono dei nostri predecessori, sarebbe il minimo che la storia ci chiede, almeno prima che la storia stessa venga sacrificata al Dio denaro. O siete ancora dell'idea che nessuno meglio di un economista possa risolvere i problemi che le banche hanno creato?