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UNILEVER..... REGINA DELLA VIOLENZA 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 10:58 | , , , , , , , , , , , , ,

Oggi San Tommaso si occupa ancora una volta di multinazionali. Sconosciuta ai piu' (forse.....) la UNILEVER puo' ''vantare'' un'ampia gamma di reati, dallo sfruttamento dei lavoratori ovviamente sottopagati, passando per inquinamento e test animali. Beh, che dire??? Complimenti, avete attirato la nostra attenzione. Siete pronti???                                                                       
                                                                                  
                                                                                

                                                                              STORIA

Unilever nasce nel 1930 dalla fusione di due società, l'inglese Lever Brothers e l'olandese Margarin Unie. Gli anni trascorsi tra il 1930 e i giorni nostri hanno visto questa azienda protagonista di un'ascesa ed un'espansione che l'hanno resa una tra le multinazionali più potenti sul mercato. Oggi Unilever può contare su un ventaglio di marche (nel campo dell'alimentazione, bevande, prodotti per l'igiene e per la casa) sia global che local, molte delle quali dominanti nei loro settori di vendita. È presente in 90 paesi con 200 filiali e si presenta come il gruppo più importante nel settore dei beni di largo consumo.

Oggi la multinazionale alimentare e chimica è presente in 75 paesi ed è classificata al 43° posto della graduatoria mondiale. Fattura 88.000 miliardi di dollari e impiega 267.000 persone.


                                                                             PRODOTTI

La Unilever Italia occupa i primo posto tra le imprese alimentari italiane (opera attraverso cinque società autonome che fanno capo a Unilever Italia s.p.a. e sono Sagit, Lever Fabergè, Van Den Berg, Calvin Klein Cosmetics, Diversey), è azienda leader nel mercato degli oli d'oliva, dei surgelati, del tè, delle margarine e dei gelati. Inoltre, è il più grande commerciante al mondo di the di cui è anche un grande produttore attraverso la propria filiale Brooke Bond.

Oggi è presente nei mercati di tutto il mondo con i seguenti prodotti:

•    DETERSIVI: Coccolino, Omo, Bio Presto, Svelto, Vim, Cif, Lysoform, Surf
•    SAPONETTE: Lux, Dove, Rexona
•    SPAZZOLINI: Gibbs
•    DENTIFRICI: Durban's, Benefit, lose-up Pepsodent, Mentadent
•    CREME: Leocrema, Cutex
•    SHAMPOO: Clear, Elidor, Axe, Denim, Dimension, Dove, Timotei
•    COSMETICI: Atkinson
•    PROFUMI: Fabergè, Brut 33
•    ALIMENTARI: Milkana, Gradina, Rama, Maya
•    MARMELLATA: Althea
•    GELATI: Algida, Carte d'Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di Ranieri
•    SURGELATI: Findus, Genepesca, Igloo
•    OLIO: Bertolli, Dante, Friol, Maya
•    MAIONESE: Calve', Mayo', Top down
•    TE' : Lipton, TE'ati


                                                                    PARADISI FISCALI

Secondo il Rapporto annuale 2009 Unilever, la società ha filiali nei seguenti paesi: Andorra, Antigua, Bahamas, Barbados, Belize, Bahrain, Brunei, Costa Rica, Cipro, Dominica, Grenada, Guatemala, Hong Kong, Irlanda, Liberia, Lussemburgo, Malta, Isole Marshall, Mauritius, Monaco, Antille Olandesi, Panama, Filippine, Samoa, San Marino, Seychelles, Singapore, St Lucia, St Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Tonga, Uruguay e Vanuatu, tutti paesi che erano in lista ECRA di paradisi fiscali aziendali.


                               PRODOTTI GENETICAMENTE MODIFICATI E GELATI

La multinazionale Unilever, che controlla oltre il 40% del mercato italiano del gelato confezionato, vuole lanciare in Italia il “gelato al merluzzo” o meglio alla proteina artificiale copiata con la bioingegneria dal ´macrozoarces americanus´, una specie di merluzzo che vive nelle acque atlantiche più fredde. L’intento di Unilever è quello di abbassare così la temperatura a cui si formano i cristalli di ghiaccio e realizzare gelati con forme più complicate e più “gradevoli” alla vista, soprattutto dei bambini.
Unilever ha affermato che una miscela solida potrebbe essere creata e usata, che mantiene la forma delineata senza l'uso eccessivo di grassi e crema. La richiesta di utilizzare la tecnologia era stata presentata alla Food Standards Agency, e Unilever ha detto che la tecnologia è stata già precedentemente messa in atto negli Stati Uniti come in altre parti del mondo. La società ha sostenuto che nessun materiale OGM rimarrebbe nel prodotto finale.

Nell'ottobre 2008 Ethical Consumer ha scritto ai vertici Unilever allegando un questionario che comprendeva una domanda sull’uso o meno di una politica di modificazione genetica. L'azienda ha risposto che "Riconosciamo che l'opinione pubblica sulle biotecnologie, come ad esempio l'uso di ingredienti geneticamente modificati negli alimenti, è ancora in evoluzione e che il dibattito e il consenso dell'opinione pubblica stessa è in fasi diverse in differenti regioni del mondo. Le nostre aziende sono libere di usare ingredienti derivati da semi geneticamente modificati, che sono stati approvati dalle autorità di regolamentazione e che soddisfano i nostri standard di qualità e accettabilità’’.

Secondo la guida di Greenpeace i seguenti prodotti era stati classificati con il rating negativo applicato a "prodotti alimentari che possono contenere ingredienti geneticamente modificati o essere derivati da animali nutriti con colture geneticamente modificate": Pepperami, ragù bianco sugo lasagne, Ben & Jerry gelato, Magnum, Solero, Pollo Salse Stasera reamy, Minimilk, Bovril, Elmlea, maionese Hellman, e brodo di pollo Knorr, prosciutto salsa cremosa salsa olandese salsa, e il prezzemolo.
IL THE

Unilever, con la consociata Brooke Bond (proprio quella che si occupa del marchio Lipton) coltiva tè in paesi come l'India, il Kenya, la Tanzania, Malawi e lo Zaire per una superficie globale di circa 17'000 ettari. Le critiche vanno alle condizioni più che misere dei lavoratori come pure ai salari da fame che percepiscono.

La produzione di tè nello Sri Lanka è cominciata verso la fine del secolo scorso, quando Lipton comperò 10'000 ettari di terra. La popolazione locale si rifiutò di lavorare in quelle piantagioni così Lipton assunse lavoratori Tamil dal sud dell'India. Ma le popolazioni Tamil non sono viste di buon occhio da quelle cingalesi. Cominciarono così tutta una serie di guerre civili tra forze governative e le cosiddette " tigri di liberazione Tamil " (che tutt'ora affliggono il paese).

Sono circa mezzo milione i Tamil che lavorano oggi nelle piantagioni della Unilever, senza diritti politici, senza patria, al limite della soglia di povertà, emarginati dal governo cingalese, come ogni minoranza etnica e non del resto. La tragica situazione dello Sri Lanka affonda le sue radici nel periodo coloniale, in cui la coltivazione del tè ha creato ingiustizie strutturali che permangono tutt'ora : il tè Lipton rimane la memoria e il simbolo di queste ingiustizie.


                                                            RITORSIONE SUI LAVORATORI

Unilever ha filiali in paesi con regimi oppressivi come il Brasile, la Colombia, l'Egitto, l'El Salvador, il Guatemala, Honduras, l'India, l'Indonesia, il Kenya, il Messico, il Marocco, il Perù, le Filippine, il Senegal, lo Sri Lanka, la Turchia e l 'Uganda.

•    RELAZIONI SINDACALI: nel Giugno 89 i lavoratori della Gessy Lever a San Paolo, Brasile, occuparono la fabbrica per rivendicare paghe e condizioni di lavoro migliori; 87 di loro furono licenziati. Sebbene poi i lavoratori ricevettero un aumento di paga, la direzione mancò di riconoscere il consiglio di fabbrica eletto dai lavoratori.

•    SALARI E CONDIZIONI DI LAVORO: nel 1988 membri del sindacato dei lavoratori nella fabbrica Elida Gibbs in Sudafrica scioperarono per il salario minimo. La direzione aziendale ottenne un ordine dalla Corte Suprema che reprimeva i membri del sindacato dall'interferire con la produzione e distribuzione di merci. (Comunque, il sindacato ultimamente ha vinto la sua rivendicazione per un salario minimo mensile di R 195).

Unilever è uno dei massimi responsabili delle gravi condizioni in cui versano milioni di contadini del sud del mondo perchè i suoi metodi commerciali, totalmente ispirati ad una logica di profitto, non garantiscono guadagni dignitosi.

Secondo il sindacato internazionale degli alimentaristi, la controllata Brooke Bond continua a strappare ingenti profitti dalla sua piantagione keniota Sulmac, la più grande del mondo, ove impiega oltre 5000 lavoratori a tempo pieno. Le condizioni di lavoro sono state definite "da manuale del colonialismo".

Secondo il rapporto 2005 di ActionAid 'Power Hungry’ i vertici Unilever sono stati complici di lavoro minorile in Andhra Pradesh, in India. La pubblicazione ha dichiarato che ci sono stati 82.875 i bambini impiegati in aziende agricole di semi di cotone nello stato Indiano meridionale nel 2003-2004 - e che 12.375 dei bambini ha lavorato in aziende multinazionali come la fornitura di Unilever.

Il rapporto sostiene che molti erano bambini lavoratori sotto i 10 anni, l'85% erano ragazze, e earnt un salario medio giornaliero di 14-25 rupie. Molti sono stati gli immigrati da caste basse, che sono stati venduti in schiavitù per debiti. I bambini erano soliti subire l’impollinazione incrociata di fiori di cotone a mano per un massimo di 13 ore al giorno, e nel processo sono stati esposti a effetti di pesticidi tossici. Dormitori comuni allocati in piccole capanne erano l’alloggio piu’ usuale, ove si lamentava mal di testa, nausea e convulsioni dovuti alle sostanze chimiche inalate.

Unilever, in Indonesia, Malawi e Kenya, è stato accusato di assumere personale con un contratto temporaneo il che comporta un peggioramento della paga e una diminuzione dei diritti fondamentali, per esempio, pensioni e accesso alle cure mediche. Unilever è stato detto per tenere conto di più del 70% delle esportazioni di tè indonesiano, ed è stato dichiarato  "altamente probabile" che l'azienda influenzato i prezzi nella regione.

Per parlare di casa nostra, infine, nel dicembre del 2007 l'azienda ha licenziato ben 1000 lavoratori della provincia di Cagliari, che hanno risposto con manifestazioni e cortei. Gli operai sostenevano che le motivazioni fossero insufficienti, a fronte di forti incrementi di produttività (sforzi certificati e premiati in ambito internazionale) concretizzati senza innalzare i costi.


                                                                        INQUINAMENTO

La compagnia è stata multata per 5.000 sterline nel 1990 causa il rilascio di 50 tonnellate di acido solforico concentrato dalla sua fabbrica Crossfield Chemicals a Warrington (Gran Bretagna). Secondo il Registro dell'Autorità Nazionale dei Fiumi, nel periodo Gennaio-Marzo 1991 la compagnia ha superato gli scarichi consentiti tre o più volte. Inoltre, tra l'1-9-1989 e il 31-8-1991 la compagnia fu dichiarata colpevole di inquinamento delle acque.

Unilever è stata accusata nel 2008 da Greenpeace per avere contribuito alla deforestazione della foresta pluviale indonesiana acquistando olio di palma da fornitori che non si sarebbero occupati di salvaguardare l'ambiente. L'azienda ha risposto rivelando i suoi obiettivi di acquisto di olio di palma da fornitori certificati entro il 2015.

In India la filiale di Unilever Hindustan Lever è stata accusata di inquinamento ambientale in una zona protetta del sud del paese per avere abusivamente scaricato scarti tossici di mercurio derivanti dalla produzione di termometri.


                                                                       TEST ANIMALI

Per ultimo, ma non ultimo per gravità, quasi tutti i cosmetici della Unilever sono testati sugli animali.

Unilever era su una lista di 'aziende che testano i propri prodotti sugli animali come, per esempio, prodotti di igiene intima e prodotti per la casa che sono stati testati su cavie anche se non richiesto dalla legge.

L'edizione 2009 del Bollettino ‘’Uncaged Campagne’’ dichiarava che vivisettori da Unilever siano stati coinvolti nel 'sacrificio' di 128 topi in un ripetersi di test d’avvelenamento utilizzando ingredienti chimici quali butilparaben e metilparaben.


Le sostanze chimiche coinvolte venne somministrato agli animali come '’cibo di tutti i giorni’’, più veniva effettuato il prelievo di campioni di sangue con un metodo chiamato '’emorragia retro-orbitale’'. Si tratta di una procedura estrema che coinvolge la puntura della cavità oculare. Secondo l'articolo, non vi è stata applicata condanna alcuna per questo metodo d’esaminazione, avvallando dunque l'estrema brutalità di questo test.

Nel Febbraio 1992 Mid Somerset Earth First! lanciò il boicottaggio della Unilever e dei suoi prodotti dietetici integrali, alla luce dei test sugli animali e del comportamento globale verso l'ambiente.
Secondo un comunicato stampa della Humane Society degli Stati Uniti, del 23 agosto 2006, una campagna era stata lanciata per chiedere a 'Ben & Jerry', di proprieta’ Unilever, di smettere l’uso di uova provenienti da allevamenti di pollame in batteria per produrre il proprio gelato. La società assicuro’ di effettuare tale modifica e passare a uova di gallian ruspante, senza pero mai portare a termine tale promessa.     






                                             COMMERCIALIZZAZIONE IRRESPONSABILE

Unipath, filiale della Unilever, è stata criticata da Maternity Alliance per l'offerta di una fornitura mensile di un complesso vitaminico insieme ai kit per il test della gravidanza. I gruppi fanno notare che nel 1990 il Dipartimento della Sanità consigliò alle donne gravide di evitare di prendere integratori dietetici che includono la vitamina A, a causa dei pericoli di difetti nel nascituro.




fonti   1   2   3   4   5


FALSI DATI, MALATTIE IN AUMENTO, ALTERNATIVE MAI VALUTATE..... ECCO COSA SONO I TERMOVALORIZZATORI (con video) 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 09:55 | , , , , , , ,

Oggi San Tommaso ha deciso di occuparsi dei cosiddetti (erroneamente.....) TERMOVALORIZZATORI e dei danni che questo processo di smaltimento dei rifiuti puo' provocare. Il fatto che ci siano alternative migliori a questo processo dovrebbe far riflettere, anche perche' ancora una volta si parla di salute e progresso, cose che non sempre vanno d'accordo.                                          


                                          COSA SI INTENDE PER TERMOVALORIZZATORI

Cos’è un termovalorizzatore??? Partiamo da questo concetto: i cosiddetti "termovalorizzatori" - una parola che esiste solo in Italiano e che evoca l'idea ingenuamente falsa che si ricavi valore economico dall'operazione – altro non è che un Inceneritore, che tramite la combustione ad alte temperature ‘’trasforma’’ i rifiuti e, tramite la suddetta combustione, producono energia elettrica.

Dopo una attenta analisi, pero’, si deduce che l'energia impiegata per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento ed infine la combustione è INFERIORE A QUELLA PRODOTTA.  Sarebbe più corretto, quindi, parlare di INCENERITORI A RECUPERO ENERGETICO in quanto essi NON PRODUCONO ENERGIA ma NE RECUPERANO UNA PARTE.

Se non ci fossero le tasse dei cittadini a sostenere questa forma di trattamento dei rifiuti, a nessuno verrebbe mai l'idea di costruire impianti così irrazionali. Infatti, i termovalizzatori sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone.


L’incenerimento dei rifiuti, quindi, non puo’ essere una pratica presa in considerazione come alternativa per la soluzione del problema legato allo smaltimento dei rifiuti, se non altro perché i rifiuti non vengono affatto smaltiti ma raddoppiati come massa e resi più nocivi."

Uno dei problemi di cui tener conto nell'incenerimento dei rifiuti è la quantità di residuo che si ottiene.
Poiché nel processo d'incenerimento occorre aggiungere all'immondizia calce viva e una rilevante quantità d'acqua, da una tonnellata di rifiuti bruciata escono una tonnellata di fumi, da 280 a 300 kg di ceneri solide, 30 kg di ceneri volanti (la cui tossicità è enorme), 650 kg di acqua sporca (da depurare) e 25 kg di gesso. Il che significa il doppio di quanto si è inteso "smaltire", con l'aggravante di avere trasformato il tutto in un prodotto altamente patogenico.

Oltretutto, l'incenerimento comporta il mancato riciclaggio di materiali come plastiche, carta e legno. I "termovalorizzatori" devono funzionare ad alta temperatura e, per questo, hanno bisogno di quei materiali che possiedono un'alta capacità calorifica, plastiche, carta e legno appunto.

Malauguratamente, non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, dal punto di vista dei calcoli che si fanno in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: il "termovalorizzatore" produce pochissimo PM10 e la quantità enorme di altro particolato non rientra nelle valutazioni. Ragion per cui, a norma di legge l'aria è pulita.

E pensate, la Commissione Europea ha diffidato l'Italia dal perseverare nell'utilizzo di questo neologismo truffaldino (termovalorizzatore appunto) avente la subdola finalità di condizionare l’impatto emotivo dei cittadini che, per un motivo o per un altro, non sanno nulla su queste VERE E PROPRIE FABBRICHE DI MORTE.


                                                           ECCO LE NANOPARTICELLE

L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine. Le particelle di cui si è detto hanno dimensioni piccolissime, da qualche centesimo di millimetro fino a pochi milionesimi di millimetro, e più queste sono piccole, più la loro capacità di penetrare intimamente nei tessuti è spiccata; tanto spiccata da riuscire perfino, in alcune circostanze e al di sotto di dimensioni inferiori al micron (un millesimo di millimetro), a penetrare nel nucleo delle cellule senza ledere la membrana che le avvolge.

Se è vero che la natura è una produttrice di queste polveri, e i vulcani ne sono un esempio, è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova sia in atmosfera (atmosfera significa ciò che respiriamo) sia depositato al suolo, ed è pure vero che la loro granulometria media è, tutto sommato, relativamente grossolana.

Le nanoparticelle non sono biodegradabili e non sono biocompatibili. E l'ultimo aggettivo è sinonimo di patogenico. Il fatto, poi, che siano anche non biodegradabili, vale a dire che l'organismo non possieda meccanismi per trasformarle in qualcosa di eliminabile, rende l'innesco per la malattia "eterno", dove l'aggettivo eterno va inteso secondo la durata della vita umana.

"Ormai - dice Stefano Montanari, Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostic di Modena - non esiste più alcun dubbio a livello scientifico: le micro e nanoparticelle, una volta che siano riuscite a penetrare nell'organismo, innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie. Le nanopatologie, appunto”.


                       MANIFESTAZIONI PATOLOGICHE LEGATE ALLE NANOPARTICELLE

Le nanoparticelle sono micropolveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivate dall’incenerimento. Se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti.

L'organismo umano riconosce le nanoparticelle come "corpi estranei" e le tiene sotto controllo fin quando il loro numero non diviene tale da mandare in tilt il sistema immunitario.

Usare quindi i cosiddetti "termovalorizzatori" spacciandoli per un miglioramento tecnico, poi, non fa che peggiorare la situazione dal punto di vista del nanopatologo.

Le patologie piu comuni derivanti dall’inalazione sono BRONCHITI CRONICHE, cancro (SARCOMI, LINFOMI, LEUCEMIE, MIELOMI ed altri tipi di cancro), malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Secondo alcune ricerche, Nelle popolazioni che vivono in prossimita’ di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.

“Se è vero che le manifestazioni patologiche più comuni sono forme tumorali, è altrettanto vero che malformazioni fetali, malattie infiammatorie, allergiche e perfino neurologiche sono tutt'altro che rare.- continua Stefano Montanari - A prova di questo, basta osservare ciò che accade ai reduci, militari o civili che siano, delle guerre del Golfo o dei Balcani o a chi sia scampato al crollo delle Torri Gemelle di New York e di quelle di quel crollo ha inalato le polveri.

Una delle molecole piu pericolose per il corpo umano è senza dubbio la diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”


                                                                         DATI TRUCCATI

Qualcuno ha truccato dati scientifici per tentare di dimostrare che gli inceneritori sarebbero innocui. L’accusa, gravissima, è stata formulata ufficialmente il 25 novembre a Cortona, in occasione della Giornata internazionale dei medici per l’ambiente. Dalla cittadina aretina, l’International Society of Doctors for the Environment (ISDE) rivela che sono stati manipolati gli esiti di ricerche scientifiche, per incoraggiare le amministrazioni pubbliche ad adottare con tranquillità l’incerimento dei rifiuti: una pratica che invece è pericolosissima per la salute degli abitanti che vivono nelle vicinanze dei “termovalorizzatori”.

«I termovalorizzatori sono fabbriche di tumori, come ormai dimostrato da studi epidemiologici condotti nelle aree limitrofe agli impianti», sostengono gli ambientalisti. Per contro, i governi hanno sempre impugnato i “dati ufficiali” della comunità scientifica che, al contrario, scagionerebbero gli inceneritori da ogni accusa. Proprio questi dati sono stati ora rimessi in discussione: verità truccate, per nascondere la dura realtà dei rischi legati agli inceneritori e quindi “ammorbidire” l’opinione pubblica, non contraria ai “termovalorizzatori”.

Il nodo è la citazione di un passo pubblicato all’interno di lavoro scientifico dedicato all’incidenza del cancro nelle vicinanze degli inceneritori inglesi. L’originale diceva che, allontanandosi dall’impianto, si assiste a un declino statisticamente significativo dei casi. E’ stato pubblicato nel 1996 sul “British Journal of cancer” a firma Elliot ed altri e porta il titolo “Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain”.

E’ assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti, in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni medico, quali l’autonomia e la correttezza

Già in passato pero’ l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della salute pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare.

Mentre molti italiani sono convinti del contrario, teniamo a precisare che NON E' VERO CHE IN TUTTO IL MONDO SI FANNO INCENERITORI TRANNE CHE IN ITALIA: al contrario, negli STATI UNITI non ne viene costruito uno dal 1995, in Australia, in Nuova Zelanda, in Canada ed in altri PAESI CIVILI essi NON ESISTONO. Recentemente la Germania ha dichiarato che GLI INCENERITORI TEDESCHI VERRANNO GRADUALMENTE DISMESSI E RIMPIAZZATI DA 64 IMPIANTI DI TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO.


                                              QUALI ALTERNATIVE A QUESTO PROBLEMA?

Ci sono moltissime alternative al problema incenerimento, alternative che pero’ non vengono prese in considerazione a causa dei forti interessi economici implicati in questo meccanismo. Noi abbiamo fatto delle ricerche ovviamente e ci sentiamo in dovere di farvi conoscere le ‘’alternative’’ che riteniamo piu valide.


1)    Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%).

2)    Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale.

3)    Con la raccolta differenziata ed il riciclaggio la quantita’ di energia risparmiata è decine di volte superiore a quella recuperata dagli inceneritori

4)    Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato.

5)    Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei quattro tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con impianti di bioessicazione.

6)    In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perché:
-  il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato;
-  il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare;
-  il riciclaggio della plastica è conveniente: occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica.

7)    La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari.

8)    Esistono trattamenti a freddo in grado di riciclare circa il 95% dei rifiuti, separando plastica, carta e metalli dalla materia organica e trasformando il tutto in sabbia sintetica utilizzata successivamente come materiale edile.


Degno di particolare menzione è il fatto che, mentre un inceneritore da lavoro a pochissime decine di persone, un ciclo dei rifiuti integrato fra raccolta differenziata, trattamento meccanico biologico e riciclaggio in grado di dare lavoro a centinaia di persone, distribuendo la ricchezza fra gli strati piu bassi della societa’.




Link correlati   http://comesantommaso.blogspot.com/2012/01/spazzatura-termovalorizzatori.html





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I MEDICINALI CHIPPATI: BENVENUTO GRANDE FRATELLO 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 10:49 | , , , , , , , , ,

E intanto ci si metta il cuore in pace, ilGrande Fratello arrivera’. In un modo o nell’altro, la nostra anima è ormai invendita: privacy, dignita’, riservatezza, TUTTO a prezzo di saldo, anzi ‘’rubato’’da chi ci vuole condurre verso una generazione robotica.
Sono impazzito??? No, sono impazziti loro.Per soddisfare le loro manie di grandezza rischiamo davvero di pagare tutti,nessuno escluso. Tra poco anche un raffreddore potrebbe diventare pericolosoper la nostra privacy.
Segreti zero, questo è il rischio, e SanTommaso cerchera’ di  spiegarvi ilperchè.....

Di seguito vi propongo questo video illustrativo, mi dispiace solo non aver trovato una versione in italiano.....

ENTRA IN CIRCOLO IL MICROCHIP
L’età del microchipmedicinale è alle porte. Novartis, una delle più grandi case farmaceutiche al mondo ha annunciato diavere intrapreso un progetto diretto allo incorporamento di microchip direttamente allo interno di farmaci di nuova generazione, per crearela tecnologia “smart pill.”
Tale nanotecnologia gli èstata concessa su licenza dalla ProteusBiomedical di Redwood City,California.
Questo test è iniziatonell’agosto 2010 e il 13 agosto il sistema ha ricevuto il marchio CE dallaUnione Europea, che certifica che è a norma dei requisiti richiesti per lasalute del consumatore.
Alcuni microchips sono giain uso sotto forma di pillola: per esempio, per registrare l’ambiente del trattogastrointestinale di un soggetto, alcuni pazienti gia’ inghiottono tali pillolein studi medici e il microchip manda, per alcuni giorni, informazioni ad undispositivo ricevente dove sono archiviati i dati.
Alla fine delperiodo di raccolta dati, o quando il chip viene espulso, il paziente riportaal medico il dispositivo ricevente perché lo analizzi.
Quindi? Sembra essereuna grande idea per ottenere informazioni che riguardano la salute di unapersona, usando la tecnologia del microchip. Poco invasiva, poco pubblica e noncosi tanto costosa.
Novartis ha previsto diiniziare ad applicare tale tecnologia nei suoi farmaci destinati a contenere il rischio di rigetto nei trapianti di organi, con l’obbiettivo diespanderla ad altri prodotti. La stessa tecnologia in breve tempo saràpresumibilmente adottata anche da altre società per l’impiego in diversetipologie di farmaci.
Mentre da unlato questa tecnologia può apparire come un promemoria utile per pazienti chedimenticano di prendere le loro medicine, esso rappresenta potenzialmente ancheuna violazione della privacy in un mondo dove incombe la minaccia del controllogovernativo sui cittadini e sui metodi di trattamento della malattia.
Nondimentichiamo poi di sottolineare che i memo per ricordare di prendere lemedicine sarebbero ottima cosa se le medicine fossero veramente buone per lanostra salute, ma come sanno molti di voi che stanno leggendo, prendere dellemedicine che siano manipolate e prodotte in laboratorio non è la via peraffrontare e risolvere molte delle nostre cosiddette malattie.

COME FUNZIONA
Il tipo di tecnologia al microchip che sarà usata è al momento testatadalla Proteus Biomedical in UK, per il Servizio Salutistico Nazionale Il chip Raisin èattualmente testato nella speranza di far ricordare ai pazienti di prendere leloro medicine.
Questo sistema,noto come Raisin, comprende un microchip (a volte delle dimensioni di un granellodi sabbia) che può esseredigerito; una volta che entra in contatto con l’acido dello stomaco manda unsegnale al cerotto portato dal paziente che contiene il ricevitore, chedecodifica e registra le informazioni. (link consigliato)

VANTAGGI
Questa tecnologiafuturistica potrebbe avere implicazioni di vasta portata per l'efficienzamedica e il rapporto medico-paziente
Come detto in precedenza, Novartisprevede di iniziare eseguendo il microchip nella medicina usata per evitare ilrigetto d’organo nei pazienti sottoposti a trapianto, ma a detta di TrevorMundel, responsabile dello sviluppo Novartis, si spera anche di utilizzare ichip di inviare feedback su tutto, dalla frequenza cardiaca alla pressione delsangue, per contribuire a garantire che la medicina funziona correttamente. Aldi là delle prestazioni mediche, dice Mundel, la "riduzione dei costipotrebbe essere potenzialmente la differenza tra una telefonata e una visita alpronto soccorso".

SVANTAGGI

Ilmemo-microchip è stato sviluppato per colmare il buco nel margine di profittodelle compagnie farmaceutiche, un modo per essere sicuri che i loro prodottivengano costantemente usati, ricordando aipazienti di prendere le loro pillole ed allertando le loro famiglie e mediciquando sgarrano. Solo un altro modo che le aziende farmaceutiche hanno per faredenaro sulle malattie, mentre continuano a perpetuarle.

Gli scettici hanno espresso la preoccupazione che i medici potrebberoessere in grado di monitorare continuamente il paziente. Ma Novartis ribadisceche tutto cio’ non accadrà, perché il funzionamento del chip si esaurisce dopopoche ore.

Per quanto riguarda gli hacker, la connessione tra il chip e ilBluetooth viaggia oltre "lo stesso tipo di percorso cifrato che usiamoquando si paga le bollette online", dice Deborah Huso a AOL News. 

Tuttavia, un portavoce di Novartis, afferma che le autorità mediche faranno in modoche tutti i "problemi di privacy dei dati" siano risolti prima diapprovare le pillole ad un utilizzo diffuso.

Ma attenzione pero’, un microchip non è cibo, edingerirlo suona rischioso per la salute, soprattutto se se ne dovesseroingerire uno o più ogni giorno.


MA CARO LETTORE, APRI GLI OCCHI

Il microchip della Novartislavora per mandare un sacco di vostre informazioni, un sacco di informazionipersonali. Un potenziale appetibile per il “marketing information”, da parte dialtre aziende.
Le compagnie farmaceutiche perdono miliardi didollari l’anno a causa dei pazienti che semplicemente dimenticanodi prendere le loro pillole.

Per cui queste smart-pill saranno verosimilmenteutilizzate per monitorare i pazienti in modo che possa esser loro “gentilmentericordato” di assumere le pillole al momento giusto. Nel settore del marketing,questa strategia è definita: programmadi continuità”, cioè un sistema per ottenerevendite ripetute su base regolare.

In questa ottica, le pillole con microchiparrecherebbero più vantaggi alle aziende farmaceutiche che ai  pazienti.Ciò è particolarmente vero se si considerano i casi in cui i farmaci sirivelino dannosi per la salute umana. L’esperienza è piena di medicinali che inseguito alla loro immissione sul mercato si siano rivelati estremamentepericolosi o addirittura mortali (qualcuno ha detto Vioxx?).

Mike Adams, di NaturalNews, sulla faccenda ha aggiunto: “Se questi microchip trasmettonoinformazioni, è ovvio che queste possono venire raccolte da chiunque siaintorno, inclusi potenziali individui senza scrupoli o organizzazioni chepossono usarli in modo nefasto. Enti governativi possono usare degli scannerper i microchip farmaceutici, che rileveranno quali pillole state prendendo ora.Questo potrebbe essere usato per violare la vostra privacy, scambiando conaltre agenzie governative i vostri dati’’.

Per cominciare,“Novartis nonha in programma di condurre studi clinici ad ampia scala per testare questinuovi prodotti”, riferisce l’agenzia Reuters “Invece, si propone di effettuare test dibioequivalenza, i quali dimostrino che gli effetti farmacologici di tale nuovatipologia di farmaci siano equivalenti a quelli del ‘vecchio’ tipo”, cercandoquindi di farceli accettare senza troppi problemi.

Ma a questo punto sorge un dubbio: non è forse veroche un siffatto chip dovrà per forza di cose contenere sostanzechimiche e metalli pesanti? Per effettuare unatrasmissione di dati dovrà essere dotato di una fonte di alimentazione, ossiauna microscopica batteria o un condensatoredi qualche tipo. Ebbene, imateriali utilizzati nei condensatori e nelle batterie sono tossici, e dunquesarebbe preferibile non ingerirli.

Sembra che il vero scopo di queste pillole possaessere quello di abituare l’umanità all’idea che il microchip possa entrare nelnostro corpo, fino al punto di convincere definitivamente la gente adimpiantarselo cosi come gia’ si fa con gli animali. Tale abitudine potrebbediventare anche ‘’ovvia’’ ed abituale, tanto da non farci caso. È questo ilmisero prezzo della nostra privacy, dignita’, anima?



Conclusione? Benvenuto Grande Fratello.....



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L'ECONOMIA NEL 2012. CRISI ANNUNCIATA 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 15:02 | , , , , ,


Anno nuovo, vita nuova..... questo narra un detto vecchio come il mondo!!! Ma c'è da stare allegri??? A sentire gli esperti non molto.
Non del tutto rosee sono infatti le previsioni riguardanti l'economia, previsioni che vanno a delineare una situazione critica in tutto il globo, Asia compresa, e che danno ben poche speranze ai mercati internazionali.
Ecco perchè SanTommaso ci ha messo il naso ancora una volta, cercando di illustrarvi il futuro che, ahimè, ci aspetta..... 


LA SITUAZIONE IN EUROPA

Le nuvole si addensano sopra il Vecchio Continente: adispetto dell'accordo verso una maggiore integrazione fiscale, la crisi deldebito entra nel suo terzo anno e ancora monopolizzerà i titoli nel 2012. 

C'ègrande preoccupazione che i leader stiano facendo troppo poco per stimolare lacrescita, con Paesi del calibro di Spagna e Italia destinati a una recessionelunga e dolorosa.

Infatti sembra che, secondo gli analisti della Reuters , molte delle più importantieconomie sviluppate del mondo si stiano dirigendo verso la recessione e imercati azionari mondiali sembrano destinati a recuperare solo una frazionedelle loro pesanti perdite del 2011.

L'Europa, tra l’altro, deve affrontare un altro durissimoanno dopo i pessimi risultati economici nel 2011, anno che peserà sullacrescita futura a livello mondiale, ma si spera che i mercati emergenti,assieme gli Stati Uniti, possano muovere nella giusta direzione.

Secondo gli economisti l'area euro continua ad essere unafonte di instabilità economica e finanziaria per il resto del mondo e potremmoessere di fronte a un declino più stabile e duraturo della capacità di crescitanelle economie sviluppate.

E importante sottolineare che l'economia mondiale sta ancoracrescendo. ‘’Ma nel 2012 ci saranno due mondi diversi", ha detto GerardLyons, capo economista alla Standard Chartered Bank: "Nel 2012 l'Europatrascinerà il mondo verso il basso nella prima metà dell'anno, e la Cina lo trascineràverso l'alto nella seconda metà dell'anno".

Il nuovo ministro dell'Economia spagnolo Luis de Guindos haspiegato che il Paese scivolerà in recessione all'inizio del prossimo anno conil trimestre in corso e il primo del 2012, che stanno registrando una crescitanegativa. De Guindos ha detto lunedì si aspetta che l'economia spagnola, laquarta più grande della zona euro, registri una contrazione del 0,2-0,3% negliultimi tre mesi del 2011 e nel primo trimestre del prossimo anno. La Spagnaaveva iniziato ad emergere da due anni di recessione l'anno scorso quando avevaregistrato due trimestri successivi di crescita nel 2011 prima di postarecrescita zero nel terzo periodo. De Guindos si è insediato la scorsa settimanacome parte del nuovo governo conservatore Partito Popolare. Giovedì scorso hadetto che era fiducioso che il paese sarebbe emerso dalla sua grave crisieconomica.

Qualunque sia il futuro della zona euro, gli effetti dellacrisi del debito sono già stati avvertiti in tutto il mondo. L'Unione europea èil principale mercato delle esportazioni cinesi, e i dati di produzione mostrano una diminuzione dei livelli di nuovi ordini esteri.

E un sondaggio effettuato a novembre interpellando 20economisti e politici, ex accademici di noti istituti di ricerca, indica che 14di loro non si aspettano che la zona euro sopravviva nella sua forma attuale.


ASIA EDECONOMIE EMERGENTI

Il Partito Comunista Cinese sta scommettendo che icolpi al freno dati nel corso di questo anno siano stati sufficienti solo perlimitare la bolla immobiliare e per evitare che l’inflazione arrivasse alivelli di pericolo, ma non abbastanza per allontanare l’economia da un duroatterraggio.

L'economiacinese sta crescendo a ritmo più debole dal 2009. Gli economisti interpellatida Reuters sostengono che la Banca popolare cinese si asterrà da politiche piùaggressive e la crescita scenderà bruscamente al di sotto dell'8 per cento.

La più grande speranza è che possa essere mantenutauna crescita moderata per garantire un passaggio dipotere ordinato nell’ottobre del 2012, quando, per la prima volta da undecennio, una nuova generazione di dirigenti salirà in carica alla nazioneforte di 1,3 miliardi di persone.

Il favorito per la carica di Segretario Generale sembra essere il misterioso XiJinping, il piu’ rosso dei rossi. La Cina ha il potere fiscale, se ce ne fosse bisogno,di puntellare la crescita se il ribasso dovesse essere più duro di quantoatteso, anche se l’ FMI ha verificato che i debitinon pagati sono incrementati fino a quasi il 100% del PIL negli ultimi cinqueanni, circa il doppio dell’intensitàdella bolla creditizia in Giappone prima dello scoppio della bolla Nikkei onegli Stati Uniti prima dello scoppio della bolla dei subprime.

Si tratta quindi di una minaccia allastabilita’ sociale, in quanto al momento i cinesi più poveri non possono piùpermettersi di comprare o affittare una casa. Il governo si sta affrettando perapprovare piani di edificazione per 36 milioni di abitazioni per le famiglie abasso reddito al costo di 850 miliardi di dollari, ma non è ancora chiaro dadove possano venire i soldi.

È in dubbio se il sistema bancario siaancora in grado di spingere in alto l’economia con facilità come accadeva inpassato. Fitch Ratings avverteche c’è già stato un "massiccio aumento del leverage", che haeroso la capacità degli istituti di credito di generare una crescita economicagenuina espandendo ancora il credito.

Gran parte dei capitali hanno giàlasciato il paese. Le riserve estere cinesi da 3,2 trilioni di dollari hannoiniziato a ridursi. Si puo’ quindi dedurre, a detta di molti, che il modello dicrescita cinese abbia raggiunto il suo limite, modello legato a doppio filo alleesportazioni.

Il duro compito cinese dunque è quello di liberare iconsumi, e ciò richiede a sua volta una rivoluzione culturale. Non è successomolto su questo fronte nel 2011. Forse il 2012 ci mostrerà un barlume di miglioramento.

A compensarequesto scenario dovrebbero intervenire i risultati delle principali economiedei mercati emergenti, come ad esempio il Brasile, che dovrebbe crescere nel2012.

Anche l'India è stata colpita da un rallentamentopronunciato della crescita e gli economisti interpellati da Reuterssuggeriscono alla sua banca centrale di allentare la politica monetaria entrola metà del 2012, nonostante l'inflazione ostinatamente alta. Potrebbe esserein un anno difficile.

Chiudiamo la panoramica con il Giappone, dove glieconomisti hanno abbassato le previsioni di crescita e ci si aspettaun'espansione dell'1,8 per cento. Il paese del sol levante dunque dovrebberiuscire ad evitare una imminente recessione, ma c'è poca speranza che emergeràdalla deflazione nel breve periodo.

 
SONDAGGI 

Un nuovo sondaggio mondiale di fine anno conferma il trend negativo dellesperanze dei cittadini sulla situazione economica nel 2012.

L'indagine è stata condotta da WIN-GallupInternational, di cui Doxa è il partner per l'Italia, come riferisce uncomunicato della stessa Doxa.
Dal barometro emerge che il 30% della popolazione mondiale pensa che il 2012sarà un anno di maggiore prosperità economica rispetto al 2011, mentre il 34%si aspetta un anno di maggior difficoltà. 

Il 27% prevede una situazioneinvariata e l'8% non ha fornito alcuna risposta.
Il primato del pessimismo per la situazione economica è detenuto dall'Europa,seguito dal Nord 
America. La situazione più negativa è stata rilevata inFrancia, dove l'indice "Net Hope" (la "speranza netta",ossia la differenza tra gli ottimisti e i pessimisti) è pari a -80%.
Secondo i dati Doxa, in Italia ci sono 4% di ottimisti e 34% di pessimisti,con un saldo quindi del -30%. 

Va però sottolineato che l'indice "NetHope" rilevato per l'Italia a fine 2010 era del 35%, quindi migliora di 5punti e si colloca tra i meno negativi in Europa.
Qaunto ai giovani, i dati mostrano dei tratti comuni in tutto il mondo:sotto i 30 anni, a livello mondiale, l'indice "Net Hope" è pari a+9%, mentre scende a -5% fra i 30 e i 50 anni, a -19% fra i 51 e i 65 e -32%oltre i 65 anni.
La top 10 degli ottimisti include 4 paesi asiatici (Azerbaijan, Turchia,Pakistan e Iraq), 2 paesi africani (Camerun e Nigeria), uno dell'America Latina(Colombia) e 3 europei (Islanda, Romania e Macedonia).
La top 10 dei pessimisti annovera invece 9 paesi europei (Austria, Belgio,Svezia, Germania, Bosnia, Danimarca, Svizzera, Finlandia e Russia) e un solopaese dell'America Latina (Perù).




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CHEMIOTERAPIA, LA CURA CHE UCCIDE 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 04:56 | , , , , ,


Oggi la San Tommaso ha deciso di mettere ilnaso nella medicina moderna, analizzando una cura tra le piu comuni usata per imalati di cancro, la chemioterapia



COS’E’ UN TUMORE?


I tumori fanno parte di un normale meccanismo biologico di risposta del sistemacorpo/cervello agli insulti psichici e/o biochimici, e continuamente vengonogenerati e riassorbiti senza che nella stragrande maggioranza dei casi ce se neaccorga.
Il cancro è un tumore che èmomentaneamente sfuggito al controllo del corpo, ma se il corpo è sano ilcancro può ancora ritornare sotto controllo e regredire fino a scomparire.
Un tumore che progredisce troppo non ètanto dannoso di per se', ma piuttosto perché consuma le risorse del corpo (inutrienti) oppure perché la sua massa ostacola le funzioni fisiologiche,comprime organi e tessuti, ecc. portando un corpo già troppo indebolito dallaeccessiva presenza di sostanze tossiche, parassiti e squilibri biofrequenziali,a non essere più in grado di mantenere il controllo del processo di generazionee riassorbimento del tumore. Questo degenera sempre più, con una progressivadedifferenziazione dei tessuti, i quali divengono ameboidi e invasivi.
Rimuovendo dal corpo le sostanze tossiche,i parassiti e gli squilibri biofrequenziali, e ammesso che il corpo abbiamantenuto la capacità di risposta immunitaria, il cancro può invertire la rottae regredire più o meno rapidamente, fino a completaguarigione.
I casi di tumore sono in apparente grandeaumento essenzialmente per due ragioni: la prima è che effettivamente il nostrocorpo è sempre più indebolito da sostanze estranee, e dunque è sempre menocapace di mettere in atto i meccanismi di difesa. La seconda ragione, menoevidente ma ben reale, è che la diagnostica è sempre più avanzata e scopretumori piccolissimi, i quali il più dellevolte sarebbero regrediti da soli.



REAZIONI DEL PAZIENTE


Quando ad un paziente viene detto che haun cancro, il poveretto subisce innanzitutto un violento trauma psichico che"stampa" in lui l'idea della condanna ineluttabile, il che giàcompromette gravemente la capacità di reazione psiconeuroimmunologica. Come senon bastasse, il malcapitato inizia il calvario della chemioterapia, il chedevasta il sistema immunitario, avvelena il fegato, ha forti ripercussioni sulsistema nervoso, rende debolissimi e lo costringe a vivere una vita infernale  fra nausea, caduta dei capelli, e molto altro.



LA CURA CON LA CHEMIOTERAPIA


La chemioterapia è una curainvasiva e tossica che si presume elimini le cellule cancerose; tuttavia,sfortunatamente, la sua feroce azione chimica non è in grado di distinguere queste ultime da cellule e tessuticircostanti sani. Requisitofondamentale per un farmaco chemioterapico è dunque la selettività dibersaglio, che lo porta all'eliminazione delle cellule neoplastiche preservandola salute di quelle sane. Si tratta in ogni caso di un requisito del tuttoideale, dal momento che non esistono chemioterapiciin grado di agire in modo esclusivo sulla massa tumorale, e di non presentareeffetti collaterali su altri tessuti dell'organismo.
La chemioterapia, per come è intesa oggi, nasce per unfortuito caso quando negli anni sessanta Barnett Rosenberg, nel laboratorio dibiofisica della Michigan State University, notando la somiglianza delle lineedi forza dei campi elettrici (cfr campo gravitazionale in meccanica classica) ei fusi mitotici (catene di microtuboli che vanno dai centrioli posti ai polifino ai cromosomi posti all'equatore di una cellula durante l'anafasedella mitosi) si mise a studiare l'interferenza dei suddetti campi elettrici nellariproduzione dei batteri. Egli notò come questi non riuscivano a riprodursi inquesto ambiente, perché gli era impossibile separarsi.
Alla fine Rosenberg scoprì che non era la presenza delcampo elettrico ad impedire la divisione di batteri, bensì quella dell’isomerocis [PtCl2(NH3)2].Egli ebbe il colpo di genio di provare a vedere gli effetti di questo isomerosulle cellule tumorali, che presentavano lo stesso tipo di crescita, e scoprìl'efficacia anti-tumorale provando ad usarlo su di un topo, che dopo pochigiorni guarì completamente. Il farmaco al platino passò alla fase 1, ma a causadei suoi ingenti effetti tossici rischiò quasi di non essere mai usato, se nonfosse stato per due medici americani, i quali lo provarono su tredici pazientiaffetti da cancro ai testicoli. La sorprendente ripresa di questi pazientidiede il via libera al largo impiego di questo farmaco nella cura dellaleucemia.
Questo accade perché i chemioterapici sono tremendi veleni cellulari: mentre da un latoeffettivamente ostacolano (ben poco) la riproduzione delle cellule cancerose,dall'altro devastano il sistema immunitario e tutte le funzioni del corpo nelsuo complesso, oltre a mantenere del tutto intatte le cause che hanno portatoalla comparsa del cancro stesso. Chi fa la chemioterapia quasi sempre soffremoltissimo, e spesso muore malamente. Anche quando va bene e il cancro sembraguarito, per i vasti danni prodotti difficilmente non si ha poi più lapossibilità di riprendersi totalmente: prima o poi il cancro ricompare etrovando un corpo senza più difese non lascia scampo.
Per gli ammalati di cancro lachemioterapia è totalmente gratuita, grazie al Servizio Sanitario Nazionale, mapochi sanno che il suo costo per lo stato è altissimo, migliaia di euro a ciclo, da ripetere più e più volte... senzacontare il costo dei farmaci associati e i trattamenti addizionali percombattere gli imponenti effetti collaterali... eppoi c'è tutta la diagnostica,sempre più spinta... Ma non basta, un chemioterapizzato ha subito talmentetanti danni che per tutto il resto della vta (generalmente breve) avrà bisognodi molti farmaci... E' un businnes che definire immenso è poco.
Per semplificare, la chemioterapia è un veleno somministrato per via endovenosa cheuccide tutta la materia vivente. Le ripetute somministrazioni dichemioterapia e di radiazioni uccidono gradualmente l'intero organismo; ilsistema immunitario viene colpito in modo particolarmente duro dallachemioterapia e spesso non ristabilisce le proprie funzioni abbastanza daproteggere adeguatamente l'organismo dalla malattie comuni, il che può portarealla morte.
Qualcosacome il 67% delle persone che muoiono durante le cure anticancro finiscono intal modo a causa di infezioni opportunistiche derivate direttamente dall'inefficienzadel sistema immunitario, determinata dalla natura tossica ed aggressiva deifarmaci. Di cosa si tratta, se non di morteper trattamento medico?
Gli stessi effetti collaterali dellachemioterapia e delle radiazioni sono assai estesi e possono comprendere, tantoper citarne alcuni, vertigini,decolorazione della cute, calo sensoriale, menomazioni audio/visive, nausea,diarrea, caduta dei capelli, mancanza di appetito e conseguente malnutrizione,perdita degli stimoli sessuali, perdita di globuli bianchi, lesioni permanentie malfunzionamento degli organi, emorragie interne, danni ai tessuti einfiltrazione cardiovascolare (deterioramento delle arterie).
Ichemioterapici agiscono in genere su tessuti ad alta proliferazione, come itumori. Ma è proprio tale genericità ad essere responsabile di effetticollaterali che, dal punto di vista clinico, assumono un'importanzanotevolissima. Tali effetti collaterali infatti si presentano a carico deitessuti dell'organismo a più alto tasso replicativo, come ad esempio quelloematopoietico, le mucose delle vie gastrointestinali ed i follicoli piliferi.Tali tessuti sono solitamente in grado di ritornare alla normalità al terminedella terapia. In alcuni casi però, come in presenza di tumori caratterizzatida crescita più lenta di quella di tali tessuti, il recupero è molto piùdifficile.



Effetti tossici indesiderati


L'isomerocis-platino non è in grado di distinguere le cellule cancerose dalle sane e colpisce indiscriminatamente tutte lecellule che incontra. Ha quindi un effetto tossico non insignificante.Inoltre, un paziente soggetto alla chemioterapia rischia di assuefarsi alfarmaco, cosicché, dopo un certo periodo di somministrazione, questo non abbiapiù effetto, può poi causare depressione, continui attacchi di nausea e vomito,nonché perdita dell'udito.
L'efficaciadel cisplatino e di altri trattamenti chemioterapici risulta amplificataanche dall'associazione con trattamenti di ipertermia oncologica
Nell'Apriledel 2007 un gruppo di ricercatori dellaSouthwestern University di Dallas ha pubblicato uno studio secondo il qualedisattivando 87 geni umani l'efficacia della chemioterapia aumentava in misuranotevole. Se la ricerca dovesse dimostrarsi vera anche in vivo sipotrebbero ridurre in maniera sostanziale gli effetti indesiderati dellachemioterapia mantenendo nel contempo l'effetto curativo



EFFETTIDELLA CHEMIOTERAPIA  A
LIVELLOCELEBRALE


Un gruppo di lavoro dell'università di Rochester a New Yorkha scoperto che molti tipi di cellulefondamentali del cervello sono estremamente vulnerabili ai farmaci.
I ricercatori sostengono che ciò potrebbe essere di aiutoper spiegare gli effetti collaterali come attacchi epilettici e perdita dimemoria associati con la chemioterapia - alla quale è stato congiuntamenteaffibbiato il nome di 'chemio cerebrale'.
La ricerca effettuata sui ratti, del dicembre 2006, è statapubblicata sul Journal of Biology.
La terapia farmacologica per la cura del cancro può indurreuna vasta gamma di effetti neurologici collaterali, anche un insorgenza didemenza.
Lo studio ha scoperto che livelli di dosi comunementesomministrate quando i pazienti sono sottoposti a trattamento hanno ucciso dal40% all' 80% delle cellule cancerogene - ma dal 70% al 100% delle cellulecerebrali.
Molti tipi dicellule cerebrali sane continuano a morire per almeno sei settimane dopol'esposizione al trattamento.
Il gruppo di lavoro di Rochester ha effettuato dei test con trefarmaci somministrati per trattare molteplici forme di cancro: carmustina,cisplatina and citosina arabinoside.
Tutte e tre i farmaci sono risultati tossici per molti tipidi cellule cerebrali il cui lavoro è di riparare le altre cellule del cervello,anche a concentrazioni molto basse
Il ricercatore principale Dr Mark Noble ha affermato: "Questo è il primo studio che pone lachemio cerebrale su un ragionevole fondamento scientifico, in termini dineurobiologia e biologia cellulare."
Possonoanche far morire le cellule oligodendrocita , che gioca un ruolo fondamentalenella trasmissione di messaggi attorno al sistema nervoso.
I ricercatori suggeriscono che un danneggiamento allecellule nell' ippocampo, che è responsabile per la memoria e l'apprendimento, èprobabilmente una causa che può fornire una una spiegazione ai sintomi dellachemio cerebrale.
Il professor John Toy, direttore medico dellaricerca sul cancro in UK, ha detto: "Le dosi utilizzate nel corso dellaterapia necessarie per il trattamento del cancro mentre lasciano le cellulesane del corpo per quanto possibile illese costituiscono un buon equilibriogiudicato da specialisti esperti.

"Lo scopo è di massimizzare i benefici e minimizzare idanni. Sfortunatamente gli effetti collaterali possono includere la tossicitàper il cervello.
" Si spera che questa ricerca effettuata sui rattipossa suggerire nuovi metodologie di ricerca su come questa tossicità possaessere superata.

"E' importante ricordare, comunque, che tutti itrattamenti per la cura del cancro disponibili al momento sono stati sottopostia dettagliati studi clinici per assicurare che i benefici da essi derivantisuperino gli effetti indesiderati.



ALCUNECURE ALTERNATIVE


La medicina olistica conosce ormai molteterapie anticancro, del tutto naturali e relativamente economiche, che agisconosulle cause e senza distruggere il sistema immunitario: sono ormai ben collaudate e, se ben applicate, funzionano nellastragrande maggioranza dei casi.
Le cure alternative hanno, al confrontodella chemioterapia, un costo molto basso, e per lo più non sono brevettabiliperché si tratta di prodotti naturali non lavorati...
Le multinazionali farmaceutiche,infiltratesi ormai ovunque, difendono la loro gallina dalle uova d'oro con ognimezzo, contro la minaccia rapresentata dalle terapie naturali e olistiche: conla forza del denaro - tanto denaro - corrompono l'Organizzazione Mondiale dellaSanità (che di per sè è già una vera e propria mafia), corrompono i ricercatori falsando le sperimentazioni, influenzanopesantemente le riviste scientifiche e l'informazione al pubblico, corromponogli informatori sanitari, minacciano o perfino si radiano dall'Ordineprofessionale i medici che attuano le terapie alternative, e quando non ciriescono fanno in modo che i loro sgherri nei posti chiave dell'informazione liridicolizzino e li screditino, presentandoli come ciarlatani.
Essendoci però il rischio che la veritàsalti fuori, lo sforzo più grande è dedicato alla manipolazione dei datisull'efficacia della chemioterapia. Non potendo falsificare tutti i risultatidelle terapie, viene adottato un metodo del tutto particolare per valutarli
  • Se per esempio un paziente viene ospedalizzato per un tumore allo stomaco e dopo fatta la chemioterapia esce, non la chiamano dimissione ma guarigione!
  • Se dopo 3 mesi lo stesso paziente ritorna con un tumore al fegato (probabilmente scatenato dalla chemioterapia) il caso non sarà riaperto e ricollegato all'altro, ma sarà considerato come nuovo!
  • Se un paziente viene dimesso, e successivamente ritorna anche per controlli e viene di nuovo dimesso, ogni volta e´ un dato positivo. Ma poiché si puo´ morire solo 1 volta, anche se si viene dimessi 9 volte, alla fine il risultato dicuiarato sara´ del 90% di guarigioni e del 10% di mortalità!
  • E ancora:  dal tumore al testicolo si salvano più del 90% dei malati, mentre da tumore al polmone si salvano solo il 10%. Si dichiara così una sopravvivenza media di circa il 50%...
    ...nascondendo però che quelli del testicolo sono solo 2000 l'anno, mentre quelli del tumore al polmone sono 40.000....
    ...perciò la vera media sarebbe molto, molto più bassa!
La sconcertante realtà che si evince dallestatistiche correttamente eseguite è che chinon fa la chemioterapia vive più a lungo d chi non fa nessuna terapia!!! E inoltre, sempre dai veri dati, risulta che l´aggressivita´ di un tumorerecidivante diventa esponenziale dopo la chemioterapia, e se poi ricompare c'èben poco da fare, in un organismo compromesso dal veleno.



ESCOZUL, VELENO DI SCORPIONE CUBANO


L’Escozul viene distribuito in modogratuito solo a Cuba. I requisiti richiesti non sono altro che la presentazionedella cartella clinica che verra’ successivamente valutata in modo accurato. Illuogo di distribuzione è situato a JagueyGrande, cittadina di produzione del medicinale in questione.
L’Escozul è un mix di proteine estratte daun determinato tipo di scorpione che agisce nel corpo del paziente provocandoun effetto immunoregolatore, antinfiammatorio, analgesico e antitumorale.
Sul sito dell’azienda si puo leggere cheil farmaco in questione non ha ancora fatto registrare alcun effetto nocivo. Lepersone in cura sono in larga parte americane e si puo riscontrare un datoconfortante: sarebbero infatti 25mila le persone che riscontrano un miglioramentoin termini di aumento di sopravvivenza, sollievo fisico e remissione dellecellule tumorali. Altro dato confortante riporta che l’indice di sopravvivenzadei pazienti che abbia trattato la malattia con l’Escozul si aggira intorno al15.63% aggiungendo che circa l’89,55% dei pazienti mantiene una buona qualita’di vita.
Essendo pero’ il medicinale ancora alivello sperimentale (la ricerca completa ancora non è stata terminata) glistessi medici cubani consigliano optare per un’integrazione del medicinalesenza pero’ abbandonale le terapie tradizionali come, ad esempio radioterapia echemioterapia.
Purtroppo la comunita’ medicainternazionale, eccetto Cuba, non prende ancora in considerazione ilmedicinale. Una voce fuori dal coro è rappresentata dal dottor GiovanniBattista Speranza, direttore del reparto di Oncologia dell’ospedale ‘’GiovanniBattista di Ostia’’. Egli infatti, in un suo recente convegno, ha parlatodell’Escozul traendone considerazioni favorevoli in merito, anche con l’aiutodi alcuni, pazienti da egli stesso curati, che assumono codesto medicinaletraendone effetti positivi.
Lo stesso dottor Speranza ha ammesso diessersi interessato al farmaco quando una paziente affetta da neoplasia dellamammella inizio’ il trattamento classico: la paziente migliorava di giorno ingiorno il suo quadro clinico e dopo due mesi di cura confesso’ al dottore diaver autonomamente iniziato una cura parallela a base di Escozul. In seguito aquesto caso, il dottor Speranza ha scoperto che altri 5 pazienti stavanoassumendo il farmaco cubano dimostrando tutti un evidente miglioramento.
Ovviamente il medico ci tiene a ribadireche non vanno alimentate false ilusioni e che in ogni caso i pazienti devonocontinuare a seguire la medicina classica. Il medico chiarisce che l’Escozulaltro non è che un medicinale omeopatico che aiuta il paziente alleviandodolore e infiammazione.
Grazie alle sue considerazioni, il dottorSperanza ha fatto si che l’ospedale ‘’Grassi’’ di Ostia sia diventato un puntodi riferimento per diverse famiglie che, da mesi, si imbarcano destinazionel’Avana.



CONCLUSIONE DEI MEDICI


Alcuni medici sembrano pero’ remareleggermente contro corrente. Secondo il professor Charles Mathe lachemioterapia non darebbe decisamente gli effetti sperati:

"Se contraessiil cancro, non ricorrerei mai ad un centro standard per la cura di talemalattia. I malati di cancro che stanno alla larga da questi centri hanno qualchepossibilità di farcela.''

Walter Last, che scrive su The Ecologist, hadi recente riportato:

Il Dr.Hardin Jones, docente presso l'Università di California, dopo aver analizzatoper molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, hatratto la seguente conclusione: ‘’quando non vengono curati, i malati nonpeggiorano, o addirittura migliorano’’. Epurtroppo le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai stateconfutate.

Oppure che dire di quanto segue?

"Moltioncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo ditumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressochécostanti" (Albert Braverman, MD,"Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol. 337, p. 901).

O ancora di questo?

"Lamaggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa dellachemioterapia; la chemioterapia non elimina il cancro ai polmoni, al seno o alcolon. Questo fatto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici lautilizzano ancora per questi tumori’’.
(AllenLevin, MD, UCSF, The Healing of Cancer).