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26 Gennaio 2012: Poteva sembrare una bufala ma continua a mietere vittime. Ad Aman, sud ovest della Cina, le autorita' sanitarie hanno dato notizia della seconda vittima del virus H5N1. La morte del paziente risale a Domenica e le preoccupazioni per l'influenza aviaria sono in aumento in tutto il Sud-Est asiatico, a seguito dell'annuncio da parte della Cina riguardo la prima vittima dopo 18 mesi, avvenuta alla fine di dicembre.
La vittima in questione si è ammalata il 6 gennaio e il paziente è stato successivamente ricoverato in ospedale a Guiyang - capitale della provincia di Guizhou - dove le sue condizioni sono rapidamente deteriorate. I test effettuati prima della morte hanno confermato l'esistenza nell'organismo del virus H5N1.
Quest'ultima morte da influenza aviaria porta a 28 il numero di persone in Cina deceduti a causa della malattia dal 2003, su 42 casi segnalati.
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Oriente vs Occidente
Giornali e Tg non ne parlano, ma per gli ambienti finanziari globali è la notizia-bomba di queste festività natalizie: la seconda e la terza economia mondiale, Cina e Giappone, hanno siglato un accordo che prevede l’abbandono del dollaro americano come valuta utilizzata negli scambi commerciali tra le due nazioni asiatiche, consentendo quindi un interscambio direttamente in yen e yuan.
Finora, circa il 60 per cento degli scambi commerciali tra Cina e Giappone vengono regolati in dollari. L’intesa, siglata lunedì a Pechino al termine dell’incontro tra il premier cinese Wen Jiabao e il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda, è un chiaro segnale di sfiducia delle due potenze economiche asiatiche nei confronti della travagliata area euro-dollaro.
Questa mossa viene interpretata dagli economisti come il primo passo concreto del governo di Pechino per far diventare la moneta cinese, lo yuan (o renminbi), una valuta di riserva globale sostitutiva al dollaro. Cosa attualmente non ancora possibile, vista la non completa convertibilità della valuta cinese.
Per il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il patto Cina-Giappone rappresenta una sfida che evidenzia l’importanza di una ”Europa unita e di una moneta comune che ci dà buone chanches di perseguire i nostri interessi e l’opportunità di realizzarli a livello mondiale”.
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La recessione in Europa, la crescita anemica nel migliore dei casi negli Stati Uniti, e un forte rallentamento in Cina e nella maggior parte delle economie emergenti fanno chiaramente prevedere un 2012 dalle prospettive economiche non molto rose
e.
I problemi sono molteplici: America latina e Cina che producono materie prime a basso costo, l'Europa che è esposta ai rischi conclamati della zona euro e gli stessi disordini mediorientali stanno causando gravi rischi economici in loco e nel mondo, causando la crescita ormai costante del prezzo del petrolio.
Ma cerchiamo di analizzare i problemi zona per zona:
EUROPA: I problemi legati alla perdita del debito sovrano, i disordini mediorientali con conseguenti spese aggiuntive nel reparto militare, la mancanza di competitività e l'austerità fiscale implicano un grave rischio recessione.
Sul versante della politica, sono state rinviate le riforme economiche, fiscali e finanziarie che sono necessarie per ripristinare la crescita sostenibile ed equilibrata.Solo la qualità settore imprenditoriale è migliorata, ma con così tanti rischi persistenti e incertezze globali la domanda finale subisce inevitabilmente una flessione, causando un eccesso di capacità residua molto elevata, a causa del passato sovra investimento nel settore immobiliare in molti Paesi effettuato nei decenni piu prosperosi.Con diversi tagli effettuati nel mondo del lavoro la disuguaglianza è in netto aumento, portando la maggioranza della popolazione (famiglie e individui poveri o con stipendi nella media) in una posizione di allerta, e creando una involuzione nella domanda con conseguente collasso delle spese. Non si sottovaluti il fattore disuguaglianza, che in aggiunta puo dar vita a proteste di massa in tutto il mondo provocando una instabilita' politica e una negativa performance economica.A questo punto, una recessione della zona euro sembra essere certa, con durate non facilmente prevedibili. Ripristinare la crescita robusta è abbastanza difficile, ma questa è la sfida che un'economia globale fragile e sbilanciata dovra' affrontare nel 2012. ASIA: Asia e Cina si trovano in questo duro momento a far fronte a un problema che li ha arricchiti in passato, cioè la produzione di materie prime a basso costo che con un'economia in stallo e la conseguente diminuzione della domanda mette in difficolta' il mercato interno.
Nel frattempo, i difetti del modello di crescita cinese si stanno rendendo sempre piu evidenti. La caduta dei prezzi degli immobili sta mettendo in moto una reazione a catena che avra' un effetto negativo su entrate pubbliche e investimenti. Il boom delle costruzioni entra sempre piu deciso in una fase di stallo, seguito a ruota dalla voce esportazioni causata dall'indebolimento economico della zona euro e della stessa America.Per i leaders cinesi si prospettano tempi duri e difficile sara' riavviare una crescita fino a pochi anni fa considerata vertiginosa.
STATI UNITI: L'economia statunitense cresce a passo di lumaca dal 2010 e a tutt'oggi affronta ulteriori problemi legati alla crisi dell'euro, il tutto condito da occupazione debole, stallo politico, redditi stagnanti e costante calo del valore di beni immobili e ricchezza finanziaria.
Il rinvio, come in Europa, di importanti riforme economiche, fiscali e finanziarie. definite vitali per una migliore crescita economica, ha messo la classe politica statunitense in grave difficolta'. Con questi presuposti, anche in America cresce la disuguaglianza sociale creando una involuzione economica dovuta alla diminuzione della domanda. Inoltre è doveroso ricordare la situazione mediorientale, che da anni ormai impegna le forze statunitensi anche sotto l'aspetto prettamente economico.Che dire??? Allacciamo le cinture e prepariamoci a questo 2012 che si prospetta ''irregolare'' nel migliore delle ipotesi.