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CAMP LEJEUNE, 1.OOO.OOO DI PERSONE A RISCHIO CANCRO. (Articolo + VIDEO) 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 10:55 | , , ,



La redazione di ComeSanTommaso, leggendo oggi una fonte Iraniana, è venuta a conoscenza di un avvenimento a nostro parere sconcertante. Sembra infatti di dedurre che le alte cariche dell’esercito Americano non abbiano poi troppo a cuore la salute dei loro soldati.
 

Sembrerebbe infatti che nella base di Camp Lejeune, la piu’ grande base del Nord Carolina, sia avvenuto per un periodo molto prolungato una contaminazione delle falde acquifere dovuta alla fuoriuscita massiccia e costante di liquami tossici.
 


Le acque inquinate sembrano aver causato la morte a numerosi individui, militari e civili al seguito. Si ipotizza che il suddetto problema fosse gia noto tra il 1957 e il 1987, periodo nel quale Marines e famiglie avrebbero usufruito del servizio idrico per bere e lavarsi.
 

Ma le alte cariche di Camp Lejeune sembra abbiano omesso qualsiasi tipo di notifica ai diretti interessati, famiglie comprese, sostenendo che non sarebbe stata cosa facile rendere noto il tutto ad un numero di persone che oscilla tra i 750.000 e il milione, lasciando che (ad oggi) un numero imprecisato di funzionari ed ex residenti abbiano dovuto lottare con cancro e varie gravi patologie senza ricevere spiegazione alcuna.
 

Insomma, un bel ringraziamento verso chi è disposto a morire per la patria.....




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DOSSIER ELETTROSMOG: COMODITA' A CARO PREZZO 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 21:03 | , , ,

Oggi la redazione di San Tommaso si occupa di un tipo di inquinamento particolare che rende la nostra vita comoda. E’ consuetudine per noi usare il telefono cellulare come lo è vivere sotto un traliccio o un ripetitore. Ma qual’è il prezzo da pagare per tale servizio??? Vi siete mai posti tale domanda??? Noi si, pertanto oggi andremo ad analizzare le problematiche legate all’elettrosmog...



                                              CHE COSA SI INTENDE PER ELETTROSMOG
 

Con il termine elettrosmog si designa l’inquinamento elettromagnetico derivante da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti quali quelle prodotte dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione, ponti radio, reti per telefonia cellulare e cellulari stessi, dagli apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico e dalle infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica tramite cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità come gli elettrodi della rete elettrica di distribuzione.

L’opinione pubblica ha recentemente concentrato la sua attenzione su questo tema a causa delle campagne di sensibilizzazione promosse da comitati di cittadini, che hanno espresso preoccupazione per la salute della popolazione. L'esistenza di un rischio rilevante per la salute è però a tutt'oggi controversa, vista anche la complessità degli studi, al punto che da alcuni l'intera questione viene considerata il frutto di un allarmismo ingiustificato.

Oggi il proliferare selvaggio delle sorgenti di campo elettromagnetico ha comportato un incredibile aumento delle persone potenzialmente esposte ai rischi di patologie tumorali legate alle radiazioni elettromagnetiche.


                                                               EFFETTI ACCERTATI

Nei paesi industrializzati il 30% della mortalità è dovuto a tumori e di questi il 90% è causato da agenti ambientali. Esistono studi che documentano svariati effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana.

La valutazione dei rischi sanitari dei campi elettromagnetici, pero’, è un processo estremamente complesso, sia per il grande numero di pubblicazioni scientifiche molto eterogenee, sia per il carattere multidisciplinare della tematica stessa.

L’ Agenzia di Protezione Ambientale Americana (EPA) nel 1990 classificò i campi elettromagnetici a basse frequenze allo stesso livello del cadmio e della formaldeide, nettamente più cancerogeni di alcuni composti a noi tristemente noti come Diossina, PCB e DDT, evidenziando che il rischio di patologie tumorali è riscontrabile a dosi assai più basse rispetto ai limiti che vengono indicati nelle normative

ABORTI SPONTANEI :Uno studio finlandese ha messo in evidenza come le lavoratrici che usano videoterminali ad elevata emissione di radiazioni elettromagnetiche hanno un aumento del rischio di aborto spontaneo del 240% rispetto alle lavoratrici che usano videoterminali a bassa emissione

CANCRO INFANTILE: I bambini, è scientificamente provato, assorbono molte più radiazioni degli adulti. I ricercatori dell'Università dello Utah hanno scoperto che il cervello di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni quattro volte maggiore rispetto al cervello di un adulto
I risultati della grande maggioranza delle ricerche indicano che l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche comporta un rischio cancerogeno soprattutto nei bambini che vivono vicino ad una sorgente di campo (leucemia infantile) e negli adulti che svolgono determinate attività (es. lavoratori elettrici) con un considerevole aumento di linfomi, leucemie e tumori del sistema nervoso centrale.
Si noti altresì che avere un'esposizione in eta’ adulta ha un effetto e un significato diverso, sebbene la durata sia la stessa.

CARDIOPATICI: I soggetti portatori di pacemaker dovrebbero mantenere una distanza superiore al   metro fra il telefono cellulare e il dispositivo medico, poiché le onde E.M. prodotte potrebbero generare problemi di compatibilita’ elettromagnetica, ovvero creare dei falsi impulsi nei circuiti tale da scoordinare il ritmo cardiaco prodotto con genesi di aritmie.


                                                  CELLULARI E DISPOSITIVI WIRELESS

Si tratta dunque di un inquinamento impercettibile, che non si vede e non si sente, ma che a quanto pare può avere degli effetti molto preoccupanti sulla nostra salute.

E’ stato appurato che l’uso frequente del cellulare altera l’attività del cervello, la memoria e l’apprendimento, provoca danni al DNA e ai cromosomi, tanto che sarebbe necessario che sui telefonini venisse stampato un avvertimento sanitario simile a quello dei pacchetti di sigarette. La riduzione della produzione di melatonina è in relazione con l’esposizione ad onde elettromagnetiche: questa riduzione aumenta i rischi di rotture del DNA e quindi può causare l’insorgere di tumori ed anche di malattie degenerative come i morbi di Parkinson e Alzheimer.

Il ricercatore britannico Alisdair Phillips ha effettuato un'analisi più quantitativa che dà un'idea di questo aumento di aggressività delle cellule cancerogene con danni genetici, ed ha scoperto che pochi minuti di esposizione a radiazioni simili a quelle emesse dei cellulari possono trasformare un cancro attivo al 5% in uno attivo al 95%,

Queste tecnologie, quindi, costituiscono "un potenziale pericolo" per la salute umana, e il loro uso andrebbe limitato attraverso diverse azioni.

Anche gli studi condotti dall'industria delle telecomunicazioni confermano che le radiazioni dei cellulari producono micronuclei nelle cellule ematiche umane a livelli ben più bassi rispetto a quelli previsti dalle normative in materia di esposizione da parte della maggior parte dei governi.


                                                          PERICOLI DALLE ANTENNE

E’ necessario distinguere tra basse frequenze, che sono quelle degli elettrodotti, e le alte frequenze, per la radiotelevisione e i cellulari. Nel primo caso, la ricerca è arrivata a risultati conclusivi: quando le emissioni sono superiori a 0,4 microtesla, raddoppia il rischio di leucemia infantile. Teniamo presente che il limite della nostra legge è di 100 microtesla.

Secondo alcuni studi compiuti in Australia e in Inghilterra è stato provato che nelle persone che vivono entro 2 chilometri dalle torri di emissione elettromagnetica aumenta il rischio di tumori del sangue e del sistema linfatico.

Le torri hanno una potenza da 10.000 kilowatt. Prendendo, ad esempio, in esame le antenne Rai e Mediaset a Monte Mario, esse sono di quell'ordine di grandezza, come anche gli impianti a Monte Cavo e a Santa Palomba. I dati piu’ preoccupanti, ovviamente, riguardano i bambini che vivono in abitazioni vicino a sorgenti di campo: essi hanno una probabilità di ammalarsi 2 o 3 volte superiore rispetto ai bambini che vivono in atre zone considerate piu’ sicure.

In Australia, durante le ricerche, si è lavorato con topi geneticamente modificati per ammalarsi spontaneamente di linfoma. La manipolazione è stata fatta per accelerare i tempi dell'esperimento. Metà di questi topi sono stati sottoposti per 18 mesi ad una radiazione identica a quella emessa da un antenna per gsm, mezz'ora la mattina e mezz'ora il pomeriggio. Alla fine dei 18 mesi si è visto che nei topi esposti la probabilità di ammalarsi di tumori era aumentata del 240 per cento.


                                                                       IL CASO DEL VATICANO

«Fermate Radio Vaticana: provoca morti come un’esplosione nucleare». Sono stati consegnati alla procura di Roma i risultati dell’incidente probatorio sull’inquinamento elettromagnetico dell’emittente della Santa Sede. Secondo il coordinamento dei comitati di Roma Nord, i dati sono «da Hiroshima. Livelli così elevati di rischio si riscontrano, nella letteratura scientifica, solo negli studi epidemiologici di zone che hanno subito gli effetti dell’esplosione di una bomba atomica».

Le verifiche del perito del Gip, Andrea Micheli dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano attestano un «coerente, importante, significativo» pericolo di ammalarsi e morire di leucemia, linfoma e mieloma dovuto alla «lunga esposizione residenziale ai ripetitori di Radio Vaticana fino a 12 chilometri di distanza da questa».

La Santa Sede ha risposto in udienza con una contro-perizia scientifica di Umberto Veronesi e Susanna Lagorio che nega effetti cancerogeni alle onde elettromagnetiche e assicura che «nella sua attività ha sempre rispettato le indicazioni internazionalmente accettate sull’intensità delle emissioni proprio per garantire piena tranquillità alle popolazioni circostanti e ai suoi lavoratori». Ora il pm Stefano Pesci, responsabile dell’inchiesta, dovrà decidere se archiviare o rinviare a giudizio i responsabili di Radio Vaticana.

L’incidente probatorio, riferiscono i comitati civici, ha accertato che «il rischio è clamorosamente alto, l'effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso». Lo studio di mortalità ha verificato i decessi avvenuti dal 1997 al 2003 per una serie di patologie ed ha preso in considerazione il ventennio di storia abitativa antecedente la data della morte, determinando, fino a 12 chilometri dalla Radio Vaticana, un fattore di rischio di morte per leucemia 4,9 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km di distanza ed un fattore di rischio pari a 1,7 volte se si considerano linfomi e mielomi. In pratica, bambini e adulti vissuti nelle vicinanze dei centri trasmittenti della Radio Vaticana (presso Santa Maria di Galeria) e della Marina Militare (Maritele) si sono ammalati in percentuale sensibilmente superiore agli altri cittadini romani. I comitati civici invocano «l'immediata sospensione delle trasmissioni della Radio Vaticana e la sua delocalizzazione in un luogo in cui non possa accrescere il rischio di morte e di malattie per gli esseri umani, o l'abbandono totale di questa obsoleta tecnologia in favore della diffusione satellitare dei propri programmi radiofonici».

Sia la Radio Vaticana, sia la Marina Militare hanno depositato le controdeduzioni. Il perito del Gip Micheli, si ribatte in Curia, «ha ammesso l’insussistenza di evidenze scientifiche circa presunti effetti cancerogeni del tipo di onde elettromagnetiche generate dagli impianti di Radio Vaticana».
La documentazione fornita da Micheli «non risponde agli standard comunemente accettati per gli studi scientifici epidemiologici» e «i metodi adottati per l'esame dei casi non sono né chiari, né adeguatamente spiegati». Ciò, per la Santa Sede, «conduce a risultati non attendibili e paradossali».


                                                                        CONCLUSIONI

Ogni governo ‘’responsabile’’, ossia un governo che tuteli i cittadini, dovrebbe mettere al bando per principio una qualsivoglia tecnologia che possa recare danno alla popolazione. Sappiamo bene che rimane una pura e semplice utopia, e non ci riteniamo di certo paladini della giustizia, ma il punto rimane tale.

Analizzando pero’ le cause di tutto questo, deduciamo che il fatto di essere bombardati da radiazioni elettromagnetiche provenienti da antenne radio, basi e ripetitori si basa sui principi e sulle necessita’ di un’economia globalizzata, che vive grazie ad un’estrema velocità nelle telecomunicazioni. La comunicazione quindi è funzionale essenzialmente alla circolazione della merce ed alla creazione di profitto per pochi.

Questo modello di sviluppo sta mostrando in maniera clamorosa le sue enormi contraddizioni e i suoi fallimenti proprio a partire dalle problematiche ambientali in generale e dalla sopravvivenza stessa del pianeta.






fonti

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Radio Vaticana, altri abitanti colpiti da linfomi e leucemia (Articolo + VIDEO) 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 13:47 | , , ,

Due rappresentanti dei «Bambini senza onde», l’associazione delle famiglie di Roma Nord in lotta contro l’elettrosmog e le emissioni di Radio Vaticana, sono entrati martedì mattina negli uffici della Procura di Roma con le braccia cariche di fascicoli sanitari.
 

Storie cliniche di tumori e linfomi appena scoperti. Nove i nuovi casi documentati, ma la casistica completa è estesa a 23 persone, situazioni di sofferenza che si vanno ad aggiungere ai casi già noti. Augusto Rossi ed Agnese Rollo, rappresentanti del Comitato, hanno portato dunque al Pm Stefano Pesci - titolare dell'indagine nel processo bis all'emittente della Santa Sede - nuovi casi documentati di malattia tumorale appena scoperti tra i residenti che circondano l’area di trasmissione.




IPOTESI DI OMICIDIO COLPOSO - Pesci –già Pm nell’ultimo processo aqlla radio Vatricanbaq – è il giudice istruttore del pr0cedimento sugli effetti della radio che incombe sull’area di Cesano. Tra le sue ipotesi giudiziarie c'è anche il reato di omicidio colposo plurimo, ma il Pm non ha ancora formulato le sue richieste al gip Cesira Sacchi che si occupa della questione.
 



Nel mirimo dell’associazione ci sono procedimenti penali che come il numero 37917 del Pm e soprattutto il 33642 del Gip Cesira Sacchi potranno ora avviarsi più celermente alle conclusioni. «Abbiamo portato le copie di documentazione medica di cittadini residenti nelle zone di Cesano, Anguillara, La Storta e Formello – spiegano i due rappresentanti -, zone che sono state affette da malattie del sistema linfoemopoietico (leucemia, linfoma e mieloma) dal 2006 ad oggi».
 

Antenne di Radio Vaticana tra le case di CesanoIn seguito alla diffusione della perizia epidemiologica denominata «Studio Marconi» e curata dal perito Andrea Micheli, il comitato «Bambini senza Onde» è stato più volte contattato da persone che hanno segnalato nuovi casi associabili allo studio in questione. Tra qusti figurano le vicende cliniche di due persone recentemente decedute «e una decina di persone di cui non si dispone di documentazione medica».




fonte 

Spazzatura, Termovalorizzatori, Discariche e Tumori 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 04:51 | , ,

Intervista al primario di oncologia dell’Istituto tumori di Napoli


Il primario di oncologia dell’Istituto tumori della Fondazione Pascale, Giuseppe Comella, non usa mezzi termini. Perché la questione dei rifiuti, a Napoli, non è solo un problema di montagne di pattume per le
strade.

E’ un problema di morte, di bambini nati deformi, di tumori che corrodono e portano alla tomba. Intervistato da Affari Comella spiega che "esiste un’emergenza, aumentano le neoplasie, aumentano le
malformazioni congenite. E tutto per colpa del Nord che qui ha scaricato i suoi rifiuti tossici". Insomma, sotto la monnezza c’è il veleno.




Primario Comella, per l’emergenza rifiuti sta aumentando l’insorgenza
dei tumori?


Sì, sicuramente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto uno studio dettagliato, classificando in cinque livelli l’esposizione al rischio. Nelle zone di Napoli e Caserta ci sono otto comuni dove si muore.

In che modo?

In un modo orribile. Facendo un confronto con i comuni a livello 1, quindi poco esposti, il tasso di mortalità in queste otto cittadine è superiore per il cancro al polmone del 7 per cento negli uomini e del 9 per cento nelle donne. E andiamo avanti, si muore per cancro al fegato e alle vie biliari: +19 per cento
negli uomini e +29 per cento nelle donne. Ma il problema non sono solo i tumori, anzi…

Spieghi meglio.

A Napoli possono nascere bambini deformi a causa delle discariche. Nascono con la spina bifida, nei comuni a livello 5 sono l’83 per cento in più. E quindi bisogna operare, altrimenti si creano infezioni, hanno problemi di deambulazione e nella crescita degli arti inferiori.

Piccoli mostri…

Bambini con gravissime deformazioni, come quelle all’apparato urogenitale, al pene. O anche malformazioni al palato, come il labbro leporino. Ma il problema non sono i rifiuti "normali", quelli urbani. Il problema viene da Nord.

E quindi…

E quindi Galan farebbe meglio a stare zitto quando dice che non vuole i rifiuti
di Napoli. Nessuno vuole darglieli, i rifiuti di Napoli. Però si riprenda
quelli che per 30 anni hanno scaricato da noi con l’aiuto della camorra, quelli
tossici, quelli che fanno venire queste malformazioni.

Le autorità sapevano, prima di questa ennesima emergenza?
Certo che sapevano. Sapevano tutto. C’è uno studio dell’Oms, c’è un esposto che
ho firmato personalmente. Alla magistratura abbiamo detto tutto, abbiamo
denunciato.

Tumore al polmone, mortalità di genere, tumore del fegato, tumore dello stomaco
ma anche malformazioni congenite del sistema nervoso e dell’apparato
uro-genitale. Esiste una relazione, accertata, tra l’emergenza dei
rifiuti in Campania e il rischio salute per i cittadini. Le zone più a
rischio sono le province di Caserta e Napoli. Sono i risultati più evidenti
dello studio commissionato dalla Protezione Civile con, tra gli altri, il Cnr,
l’Istituto superiore di sanità e l’Organizzazione mondiale della sanità.

Studio che ha confermato la presenza di rischi elevati di mortalità
per varie cause e malfomazioni congenite nella Regione. Otto i comuni
più a rischio, fino al 2004: Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castel
Volturno, Giugliano in Campania, Marcianise e Villa Literno.
Il 21 dicembre scorso è partito un nuovo, fondamentale, studio
sulla situazione attuale, di massima emergenza rispetto allo stato precedente.

L’operazione prevede il prelievo di campioni di sangue di 780 persone e del
latte materno di 50 donne, in 13 Comuni delle province di Napoli e Caserta, per
analizzare il contenuto di diossine e di metalli pesanti.

Dopo ulteriori analisi ambientali e sugli animali, la Regione ha ritenuto quindi
opportuna la realizzazione di uno studio ampio e analitico, che per
dimensione del campione non ha precedenti in Italia e si colloca tra le
indagini più estese condotte a livello internazionale per capire gli effetti
sulla salute umana delle montagne di "monnezza".



I DATI – Ma veniamo ai dati, disastrosi, del precedente studio
(che Affari pubblica integralmente). Sono state rilevate
numerose associazioni tra salute e rifiuti. I rischi maggiori sono per
i tumori, sia per gli uomini che per le donne. Il rischio cresce, nella zona
con maggiore presenza di rifiuti, del 2% in entrambi i sessi. Confontando il
gruppo dei comuni più a rischio con quelli meno a rischio, si osserva un
eccesso di mortalità del 9% per le donne e del 12% per le donne.
Tumore ai polmoni (+2%) e tumore gastrico(+5%), tumore del fegato (4% uomini,
7% donne). Per non parlare delle malformazioni congenite del sistema nervoso
(trend 8%).

Lo studio conferma inoltre l’ipotesi che eccessi di mortalità e di
malformazioni tendano a concentrarsi nelle zone dove è più intensa la
presenza dei siti conosciuti di smaltimento dei rifiuti. Non basta. Lo studio,
nelle conclusioni, sottolinea anche le limitazioni della ricerca, rilevando una
certa sottostima del rischio stesso. Insomma, questi sono i dati. Ma i
rischi di mortalità, quasi certamente, sono più alti.



Link Utile http://comesantommaso.blogspot.com/2011/12/falsi-dati-malattie-in-aumento.html

FALSI DATI, MALATTIE IN AUMENTO, ALTERNATIVE MAI VALUTATE..... ECCO COSA SONO I TERMOVALORIZZATORI (con video) 0

TUTTI GLI SCANDALI DEL VATICANO | 09:55 | , , , , , , ,

Oggi San Tommaso ha deciso di occuparsi dei cosiddetti (erroneamente.....) TERMOVALORIZZATORI e dei danni che questo processo di smaltimento dei rifiuti puo' provocare. Il fatto che ci siano alternative migliori a questo processo dovrebbe far riflettere, anche perche' ancora una volta si parla di salute e progresso, cose che non sempre vanno d'accordo.                                          


                                          COSA SI INTENDE PER TERMOVALORIZZATORI

Cos’è un termovalorizzatore??? Partiamo da questo concetto: i cosiddetti "termovalorizzatori" - una parola che esiste solo in Italiano e che evoca l'idea ingenuamente falsa che si ricavi valore economico dall'operazione – altro non è che un Inceneritore, che tramite la combustione ad alte temperature ‘’trasforma’’ i rifiuti e, tramite la suddetta combustione, producono energia elettrica.

Dopo una attenta analisi, pero’, si deduce che l'energia impiegata per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento ed infine la combustione è INFERIORE A QUELLA PRODOTTA.  Sarebbe più corretto, quindi, parlare di INCENERITORI A RECUPERO ENERGETICO in quanto essi NON PRODUCONO ENERGIA ma NE RECUPERANO UNA PARTE.

Se non ci fossero le tasse dei cittadini a sostenere questa forma di trattamento dei rifiuti, a nessuno verrebbe mai l'idea di costruire impianti così irrazionali. Infatti, i termovalizzatori sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone.


L’incenerimento dei rifiuti, quindi, non puo’ essere una pratica presa in considerazione come alternativa per la soluzione del problema legato allo smaltimento dei rifiuti, se non altro perché i rifiuti non vengono affatto smaltiti ma raddoppiati come massa e resi più nocivi."

Uno dei problemi di cui tener conto nell'incenerimento dei rifiuti è la quantità di residuo che si ottiene.
Poiché nel processo d'incenerimento occorre aggiungere all'immondizia calce viva e una rilevante quantità d'acqua, da una tonnellata di rifiuti bruciata escono una tonnellata di fumi, da 280 a 300 kg di ceneri solide, 30 kg di ceneri volanti (la cui tossicità è enorme), 650 kg di acqua sporca (da depurare) e 25 kg di gesso. Il che significa il doppio di quanto si è inteso "smaltire", con l'aggravante di avere trasformato il tutto in un prodotto altamente patogenico.

Oltretutto, l'incenerimento comporta il mancato riciclaggio di materiali come plastiche, carta e legno. I "termovalorizzatori" devono funzionare ad alta temperatura e, per questo, hanno bisogno di quei materiali che possiedono un'alta capacità calorifica, plastiche, carta e legno appunto.

Malauguratamente, non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, dal punto di vista dei calcoli che si fanno in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: il "termovalorizzatore" produce pochissimo PM10 e la quantità enorme di altro particolato non rientra nelle valutazioni. Ragion per cui, a norma di legge l'aria è pulita.

E pensate, la Commissione Europea ha diffidato l'Italia dal perseverare nell'utilizzo di questo neologismo truffaldino (termovalorizzatore appunto) avente la subdola finalità di condizionare l’impatto emotivo dei cittadini che, per un motivo o per un altro, non sanno nulla su queste VERE E PROPRIE FABBRICHE DI MORTE.


                                                           ECCO LE NANOPARTICELLE

L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine. Le particelle di cui si è detto hanno dimensioni piccolissime, da qualche centesimo di millimetro fino a pochi milionesimi di millimetro, e più queste sono piccole, più la loro capacità di penetrare intimamente nei tessuti è spiccata; tanto spiccata da riuscire perfino, in alcune circostanze e al di sotto di dimensioni inferiori al micron (un millesimo di millimetro), a penetrare nel nucleo delle cellule senza ledere la membrana che le avvolge.

Se è vero che la natura è una produttrice di queste polveri, e i vulcani ne sono un esempio, è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova sia in atmosfera (atmosfera significa ciò che respiriamo) sia depositato al suolo, ed è pure vero che la loro granulometria media è, tutto sommato, relativamente grossolana.

Le nanoparticelle non sono biodegradabili e non sono biocompatibili. E l'ultimo aggettivo è sinonimo di patogenico. Il fatto, poi, che siano anche non biodegradabili, vale a dire che l'organismo non possieda meccanismi per trasformarle in qualcosa di eliminabile, rende l'innesco per la malattia "eterno", dove l'aggettivo eterno va inteso secondo la durata della vita umana.

"Ormai - dice Stefano Montanari, Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostic di Modena - non esiste più alcun dubbio a livello scientifico: le micro e nanoparticelle, una volta che siano riuscite a penetrare nell'organismo, innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie. Le nanopatologie, appunto”.


                       MANIFESTAZIONI PATOLOGICHE LEGATE ALLE NANOPARTICELLE

Le nanoparticelle sono micropolveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivate dall’incenerimento. Se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti.

L'organismo umano riconosce le nanoparticelle come "corpi estranei" e le tiene sotto controllo fin quando il loro numero non diviene tale da mandare in tilt il sistema immunitario.

Usare quindi i cosiddetti "termovalorizzatori" spacciandoli per un miglioramento tecnico, poi, non fa che peggiorare la situazione dal punto di vista del nanopatologo.

Le patologie piu comuni derivanti dall’inalazione sono BRONCHITI CRONICHE, cancro (SARCOMI, LINFOMI, LEUCEMIE, MIELOMI ed altri tipi di cancro), malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Secondo alcune ricerche, Nelle popolazioni che vivono in prossimita’ di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.

“Se è vero che le manifestazioni patologiche più comuni sono forme tumorali, è altrettanto vero che malformazioni fetali, malattie infiammatorie, allergiche e perfino neurologiche sono tutt'altro che rare.- continua Stefano Montanari - A prova di questo, basta osservare ciò che accade ai reduci, militari o civili che siano, delle guerre del Golfo o dei Balcani o a chi sia scampato al crollo delle Torri Gemelle di New York e di quelle di quel crollo ha inalato le polveri.

Una delle molecole piu pericolose per il corpo umano è senza dubbio la diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”


                                                                         DATI TRUCCATI

Qualcuno ha truccato dati scientifici per tentare di dimostrare che gli inceneritori sarebbero innocui. L’accusa, gravissima, è stata formulata ufficialmente il 25 novembre a Cortona, in occasione della Giornata internazionale dei medici per l’ambiente. Dalla cittadina aretina, l’International Society of Doctors for the Environment (ISDE) rivela che sono stati manipolati gli esiti di ricerche scientifiche, per incoraggiare le amministrazioni pubbliche ad adottare con tranquillità l’incerimento dei rifiuti: una pratica che invece è pericolosissima per la salute degli abitanti che vivono nelle vicinanze dei “termovalorizzatori”.

«I termovalorizzatori sono fabbriche di tumori, come ormai dimostrato da studi epidemiologici condotti nelle aree limitrofe agli impianti», sostengono gli ambientalisti. Per contro, i governi hanno sempre impugnato i “dati ufficiali” della comunità scientifica che, al contrario, scagionerebbero gli inceneritori da ogni accusa. Proprio questi dati sono stati ora rimessi in discussione: verità truccate, per nascondere la dura realtà dei rischi legati agli inceneritori e quindi “ammorbidire” l’opinione pubblica, non contraria ai “termovalorizzatori”.

Il nodo è la citazione di un passo pubblicato all’interno di lavoro scientifico dedicato all’incidenza del cancro nelle vicinanze degli inceneritori inglesi. L’originale diceva che, allontanandosi dall’impianto, si assiste a un declino statisticamente significativo dei casi. E’ stato pubblicato nel 1996 sul “British Journal of cancer” a firma Elliot ed altri e porta il titolo “Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain”.

E’ assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti, in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni medico, quali l’autonomia e la correttezza

Già in passato pero’ l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della salute pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare.

Mentre molti italiani sono convinti del contrario, teniamo a precisare che NON E' VERO CHE IN TUTTO IL MONDO SI FANNO INCENERITORI TRANNE CHE IN ITALIA: al contrario, negli STATI UNITI non ne viene costruito uno dal 1995, in Australia, in Nuova Zelanda, in Canada ed in altri PAESI CIVILI essi NON ESISTONO. Recentemente la Germania ha dichiarato che GLI INCENERITORI TEDESCHI VERRANNO GRADUALMENTE DISMESSI E RIMPIAZZATI DA 64 IMPIANTI DI TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO.


                                              QUALI ALTERNATIVE A QUESTO PROBLEMA?

Ci sono moltissime alternative al problema incenerimento, alternative che pero’ non vengono prese in considerazione a causa dei forti interessi economici implicati in questo meccanismo. Noi abbiamo fatto delle ricerche ovviamente e ci sentiamo in dovere di farvi conoscere le ‘’alternative’’ che riteniamo piu valide.


1)    Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%).

2)    Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale.

3)    Con la raccolta differenziata ed il riciclaggio la quantita’ di energia risparmiata è decine di volte superiore a quella recuperata dagli inceneritori

4)    Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato.

5)    Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei quattro tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con impianti di bioessicazione.

6)    In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perché:
-  il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato;
-  il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare;
-  il riciclaggio della plastica è conveniente: occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica.

7)    La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari.

8)    Esistono trattamenti a freddo in grado di riciclare circa il 95% dei rifiuti, separando plastica, carta e metalli dalla materia organica e trasformando il tutto in sabbia sintetica utilizzata successivamente come materiale edile.


Degno di particolare menzione è il fatto che, mentre un inceneritore da lavoro a pochissime decine di persone, un ciclo dei rifiuti integrato fra raccolta differenziata, trattamento meccanico biologico e riciclaggio in grado di dare lavoro a centinaia di persone, distribuendo la ricchezza fra gli strati piu bassi della societa’.




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